Politica

venerdì 06 marzo 2020

"Vogliamo fare delle Marche una terrà all’avanguardia sulla parità di genere", dice il PD Marche in vista dell'8 marzo

"Vogliamo fare delle Marche una terrà all’avanguardia sulla parità di genere", dice il PD Marche in vista dell'8 marzo

di Giovanni Gostoli, Segretario PD Marche

Per il Partito democratico le pari opportunità tra uomini e donne, la rimozione di ogni forma di disuguaglianza, è una delle più grandi questioni del nostro tempo. Vogliamo fare delle Marche una terrà all’avanguardia sulla parità di genere che per noi rappresenta anche uno straordinario motore per un nuovo sviluppo sostenibile, economico e sociale.
La sfida è grande e possiamo vincerla insieme.
Dalla Costituente delle Idee, grazie alla Conferenza regionale delle donne democratiche, abbiamo iniziato a lavorare a un “Piano per le Marche” per dare risposte concrete ai bisogni e alle speranze della nostra regione.
Un progetto per il futuro delle Marche che tiene insieme le cose fatte in questi anni con le tante cose ancora da fare. Un Patto con le marchigiane e i marchigiani articolato su cinque linee di azione: per il lavoro, il fare impresa e la rigenerazione delle Marche; per la ricostruzione post terremoto e un nuovo sviluppo delle aree interne; per la salute e la buona sanità pubblica; per proteggere le persone e un welfare di comunità; per prenderci cura dell’ambiente e del territorio. Il tutto all’insegna dello sviluppo sostenibile e del benessere orientato agli obiettivi di Agenda 2030.

In questi anni la Regione Marche ha messo in campo tante misure. Dallo stanziamento di risorse importanti per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro al sostegno alla creazione di nuove imprese a guida femminile. Dal raddoppio dei fondi per i centri antiviolenza al protocollo della rete regionale antiviolenza sottoscritto da molti interlocutori istituzionali. Dall’istituzione di un tavolo regionale per la valutazione delle politiche di genere alla conquista della “doppia preferenza” per il voto dalle prossime elezioni regionali. Insomma, non partiamo da zero e c’è stato un lavoro prezioso.

La parità di genere sarà un tema cruciale ancora di più nella prossima legislatura e richiede un approccio sistemico. Noi vogliamo essere protagonisti di una nuova agenda di iniziative e politiche capaci sempre più di ridurre le diseguaglianze di genere. E’ tempo di agire ancora con più forza per realizzare nei fatti la piena parità, dal lavoro alla vita nelle istituzioni, al fine di migliorare l’intera società.

Vogliamo dare vita a un “bilancio regionale di genere” come strumento per migliorare le azioni concrete rivolte alle marchigiane che può dotarsi del Tavolo regionale per le statistiche di genere, istituito nel 2019, per valutare in maniera più puntuale le scelte da fare per migliorare l’azione di governo e ridefinire le priorità d’intervento rispetto ai bisogni e le speranze dei cittadini. Ciò può contribuire a intervenire sui bilanci pubblici, tutelando i diritti individuali, ma in una prospettiva di interesse generale, con effetti positivi per tutta la società. Serve una maggiore trasparenza sulla destinazione delle risorse di bilancio e sul loro impatto su uomini e donne. A livello europeo, già nella risoluzione del Parlamento Europeo del 3 luglio 2003, si suggerisce l’adozione del “bilancio di genere” poiché consente di «adottare una valutazione d’impatto di genere a tutti i livelli delle procedure di bilancio e ristrutturando le entrate e le uscite al fine di promuovere l’uguaglianza tra uomini e donne». Per il Pd delle Marche le priorità sono quelle di promuovere la parità salariale tra uomini e donne: è inaccettabile la diversità di trattamento salariale a parità del lavoro svolto. Vogliamo continuare a sostenere l’occupazione femminile e incentivare le donne che vogliono fare impresa. Una strada irrinunciabile per la crescita della regione se si considera, inoltre, che negli atenei marchigiani ci sono 6 mila iscritte donne in più rispetto agli uomini. C’è bisogno di un welfare capace di conciliare lavoro e famiglia. Così come più prestazioni sanitarie per la salute e la prevenzione delle malattie, come ad esempio lo screening. La tutela dei diritti delle donne lungo tutto l’arco della vita riproduttiva ci chiede maggiore attenzione assicurando su tutto il territorio regionale la piena applicazione della legge 22 maggio 1978 n. 194, potenziando i consultori familiari che devono diventare anche luoghi per la tutela della salute della comunità Lgbti. E poi la lotta alla violenza di genere: una battaglia prima di tutto culturale che bisogna sostenere con più risorse il prezioso lavoro del mondo dell’associazionismo e dei centri antiviolenza, anche attraverso una grande sensibilizzazione culturale per superare gli stereotipi di genere.

Siamo grati a tutte le donne che in questi anni hanno lottato per i diritti della loro generazione e di quelle future. Questo 8 marzo noi vogliamo dedicarlo a tutte le bambine che saranno le donne di domani. L’impegno delle democratiche e dei democratici, a tutti i livelli istituzionali, tutti i giorni e non solo nella ricorrenza dell’otto marzo, è rivolto a loro alle quali dobbiamo lasciare una società migliore di come l’abbiamo ereditata. Nella consapevolezza che un mondo capace di fare un passo avanti sulla parità di genere è un luogo più giusto e migliore per tutti.


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