Politica
mercoledì 02 settembre 2026
Vertenza Beko Melano, Ciccioli: “La preoccupazione è reale, servono impegni concreti sullo stabilimento”
newsLa vertenza dello stabilimento Beko di Melano, nel territorio di Fabriano, resta al centro delle preoccupazioni per il futuro industriale dell’area e per le prospettive di lavoratori e famiglie.
A intervenire sulla situazione è l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli, in vista del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il primo ottobre.
Ciccioli contesta in particolare l’approccio dell’amministrazione comunale di Fabriano, accusando il sindaco Daniela Ghergo di trasformare la crisi industriale in uno strumento di contrapposizione politica.
Secondo l’europarlamentare, di fronte alla vertenza Beko sarebbe invece necessario un lavoro condiviso tra Governo, Regione e Comune, con l’obiettivo di tutelare occupazione e patrimonio industriale.
Nel suo intervento, Ciccioli ricostruisce le principali tappe della vicenda.
Nel novembre 2024 Beko aveva presentato un piano industriale con 1.935 esuberi, oltre a chiusure e a un ridimensionamento della presenza produttiva in Italia. Il piano, ricorda l’europarlamentare, è stato respinto dal Governo Meloni e il successivo confronto ha portato all’accordo del 14 aprile 2025, che avrebbe ridotto gli esuberi a circa 950, senza licenziamenti collettivi e con uscite volontarie, prevedendo circa 300 milioni di euro di investimenti.
Per quanto riguarda le Marche, Ciccioli sottolinea la salvaguardia dello stabilimento di Comunanza, inizialmente destinato alla chiusura, e gli interventi previsti per Melano, dove sono stati indicati circa 62 milioni di euro di investimenti e la conferma del sito come hub europeo per i piani cottura.
Nel quadro delle misure adottate viene inoltre ricordato il ricorso alla Golden Power, con prescrizioni a tutela delle produzioni e dell’occupazione.
L’europarlamentare evidenzia però che i risultati raggiunti non devono essere considerati sufficienti.
A preoccupare sono in particolare il calo dei volumi produttivi e il ritardo del piano industriale.
Per Melano, secondo Ciccioli, gli investimenti devono tradursi non soltanto nelle opere già realizzate, come l’impianto fotovoltaico inaugurato, ma soprattutto in nuovi prodotti, innovazione, volumi produttivi e prospettive industriali.
Nel suo intervento Ciccioli richiama anche la precedente acquisizione di Indesit da parte di Whirlpool nel 2014, ricordando come all’epoca l’operazione fosse stata accolta da alcuni come positiva e come, pochi mesi dopo, fosse arrivato un piano con 1.335 esuberi.
L’europarlamentare sostiene di aver denunciato già allora le criticità e rivendica di voler mantenere la stessa posizione anche nell’attuale vertenza, indipendentemente dagli schieramenti politici.
In vista del tavolo ministeriale del primo ottobre, il messaggio di Ciccioli è quindi rivolto sia all’azienda sia alle istituzioni: Beko deve rispettare gli accordi e dare concretezza agli investimenti previsti per Melano, mentre Governo, Regione e Comune dovrebbero operare in modo coordinato per difendere il lavoro e il patrimonio industriale di Fabriano.