Politica
giovedì 15 gennaio 2026
Urbino, l’opposizione accusa il sindaco Gambini: “Mancanza di rispetto verso il Consiglio comunale”
newsI consiglieri comunali di opposizione del Comune di Urbino intervengono pubblicamente per denunciare quella che definiscono l’ennesima mancanza di rispetto istituzionale da parte del sindaco Maurizio Gambini nei confronti del Consiglio comunale, indicato come organo sovrano della rappresentanza democratica cittadina.
Secondo l’opposizione, da tempo il confronto politico sarebbe caratterizzato da un linguaggio ritenuto inadeguato al contesto istituzionale, con toni arroganti e sprezzanti che non favorirebbero il dialogo democratico né il rispetto di tutte le forze politiche, comprese quelle di minoranza.
Una situazione che, a loro giudizio, si rifletterebbe negativamente sul funzionamento delle istituzioni locali.
I consiglieri sottolineano come l’attività di opposizione sia stata condotta con serietà e senso di responsabilità, accompagnando la critica con proposte concrete e contributi costruttivi, anziché con polemiche sterili.
Questo approccio, tuttavia, verrebbe sistematicamente ignorato o deriso, alimentando un clima di tensione e scoraggiando anche le forme di partecipazione attiva dei cittadini, accusate di essere snobbate o insultate.
Nel documento vengono richiamate alcune affermazioni attribuite al sindaco, considerate espressione di una visione personalistica e autoritaria del governo della città, giudicata incompatibile con i principi democratici e con il ruolo del Consiglio comunale come luogo di confronto e pluralismo.
L’opposizione ribadisce che Urbino non è proprietà di nessuno e che la città ha bisogno di istituzioni rispettate e funzionanti, di ascolto e di una guida capace di confrontarsi anche con le voci critiche.
Il Consiglio comunale viene definito non come un ostacolo, ma come il cuore della democrazia locale.
I consiglieri di minoranza assicurano che continueranno a svolgere il proprio ruolo con correttezza, determinazione e spirito costruttivo, precisando però di non voler più accettare atteggiamenti di delegittimazione, arroganza e svilimento delle istituzioni, ribadendo che il rispetto delle regole democratiche è un dovere.