Politica
giovedì 18 dicembre 2025
Turismo nelle Marche, Cardellini: “Non è solo una crisi, ma un’opportunità per ripensare il modello”
newsNegli ultimi anni il turismo nelle Marche ha mostrato segnali contrastanti: a fronte di alcune presenze positive, emergono fragilità strutturali e strategiche che impongono una riflessione profonda sul modello di sviluppo.
A sottolinearlo è Massimo Cardellini, operatore turistico del territorio e Consigliere comunale di Apecchio con delega al Turismo, Enogastronomia e Accoglienza turistica, già assessore al Turismo dell’Unione Montana Catria e Nerone.
Secondo Cardellini non si tratta solo di una crisi, ma di un cambiamento che può diventare un’opportunità, a patto di adattarsi a un turismo più flessibile, capace di generare benessere lungo tutto l’arco dell’anno.
La stagione estiva, pur con la presenza di visitatori, è partita in ritardo e ha registrato un calo significativo sia degli stranieri sia degli italiani, una situazione che ha spinto molti a ridurre o rinunciare alle vacanze.
Tuttavia, il problema principale non è congiunturale ma culturale: manca un progetto organico capace di integrare le diverse anime del territorio. In questo senso, le Alte Marche possono rappresentare un complemento naturale alla costa, perché l’integrazione tra più forme di turismo è la chiave per una crescita sostenibile e duratura.
Un nodo centrale riguarda la governance.
Cardellini propone un investimento regionale su tre Destination Management Organization: Marche del Sud, Marche del Centro e Alte Marche, chiamate a rappresentare i territori e a dialogare con Marche Tourism, considerato un incubatore strategico che in passato ha prodotto risultati significativi.
La promozione turistica, secondo questa visione, non può essere affidata ai singoli piccoli comuni, ma deve essere coordinata attraverso strutture sovracomunali in grado di operare nei grandi eventi e nelle fiere di settore insieme alla Regione.
L’esperienza delle Alte Marche, nata grazie ai fondi SNAI e oggi composta da nove comuni, viene indicata come un modello di marketing territoriale replicabile.
Un brand riconoscibile, capace di attivare progettualità condivise e di ambire a un ampliamento verso i territori confinanti, includendo realtà di forte attrattività come Urbino e Frasassi. In questa prospettiva, una rete integrata di uffici e punti IAT, distribuiti su più sedi strategiche, diventa uno strumento essenziale di accoglienza e informazione.
Per rilanciare il turismo nelle aree interne, Cardellini individua alcune priorità: rafforzare l’osservatorio del turismo per disporre di dati aggiornati, ricostruire una governance partecipata tra pubblico e privato, riequilibrare i flussi tra costa ed entroterra e investire su formazione, innovazione e qualità ambientale.
Una pianificazione pluriennale e strumenti di ascolto e co-progettazione territoriale diventano indispensabili per evitare interventi calati dall’alto e poco condivisi. In questo quadro, la partecipazione delle comunità locali resta un elemento imprescindibile per costruire un turismo realmente sostenibile.