Politica
martedì 05 maggio 2026
Turismo Marche, Vitri attacca: “Bandi insufficienti e rischio tagli per eventi storici”
newsDure critiche alla programmazione turistica regionale arrivano da Micaela Vitri, vicepresidente della Commissione Bilancio, che punta il dito contro i nuovi bandi e il Piano Turismo 2026-2028 approvato dalla giunta guidata da Francesco Acquaroli.
Al centro della contestazione, la riduzione delle opportunità di finanziamento per eventi locali e la conferma del cosiddetto “sistema ATIM”, l’Agenzia Turismo e Internazionalizzazione delle Marche.
Secondo Vitri, i due bandi attualmente disponibili rischiano di escludere gran parte delle iniziative del territorio.
Da un lato, il bando per l’animazione dei borghi e dei centri storici prevede contributi limitati fino a 6mila euro; dall’altro, quello dedicato ai grandi eventi turistici impone ai Comuni un investimento minimo di 80mila euro, con contributi fino a 40mila euro.
Una soglia ritenuta insostenibile per molte realtà locali, con il rischio concreto di vedere saltare numerosi appuntamenti consolidati.
Tra le manifestazioni che potrebbero rientrare nei criteri più stringenti figurano eventi di grande richiamo come il Summer Jamboree, il Carnevale di Fano e la Festa del Tartufo di Acqualagna, mentre molte iniziative minori rischiano di rimanere escluse dalla programmazione.
Nel mirino della consigliera anche il ruolo dell’ATIM, considerata un ente costoso e poco efficace.
Vitri sottolinea come, nei primi tre anni di attività, l’Agenzia abbia impiegato circa 12 milioni di euro, destinati in gran parte ad affidamenti diretti, mentre il nuovo Piano prevede ulteriori risorse per circa 5 milioni nel triennio.
Fondi che, secondo l’esponente regionale, potrebbero essere destinati a sostenere strutture ricettive ed eventi, ritenuti veri motori dell’attrattività turistica.
Le critiche si estendono anche alla strategia complessiva di promozione del territorio. “Non si può pensare di valorizzare il brand Marche – evidenzia Vitri – senza investire concretamente nella vivacità culturale e nell’offerta locale”.
Dubbi anche sulle iniziative legate ai collegamenti aerei e alle campagne promozionali internazionali, considerate insufficienti per generare flussi turistici significativi.
Da qui la richiesta di una revisione immediata dei criteri dei bandi e di un cambio di rotta nella politica turistica regionale, per evitare ricadute negative su Comuni, operatori e sull’intero sistema dell’accoglienza.