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mercoledì 11 marzo 2026

Treni regionali gratuiti per i militari: interrogazione della consigliera Vitri alla Regione Marche

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Treni regionali gratuiti per i militari: interrogazione della consigliera Vitri alla Regione Marche

Garantire il trasporto gratuito sui treni regionali ai militari dell’Esercito che viaggiano in divisa. 

È questo l’obiettivo dell’interrogazione ripresentata in Consiglio regionale da Micaela Vitri, consigliera del Partito Democratico nelle Regione Marche.

Secondo Vitri, la presenza dei militari sui treni rappresenterebbe un elemento di deterrenza contro episodi di microcriminalità. 

«Anche se non possono intervenire direttamente, la loro presenza aumenterebbe la percezione di sicurezza per i passeggeri», ha spiegato la consigliera, ricordando che nelle stazioni ferroviarie è già attivo il lavoro della Polizia Ferroviaria.

La proposta prende esempio da quanto già avviene in altre regioni italiane, dove i militari che viaggiano in divisa possono usufruire di agevolazioni o della gratuità sui treni regionali. Tra queste Abruzzo, Trentino-Alto Adige, Lazio, Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Veneto, mentre in Calabria e Puglia sono previste riduzioni parziali sugli abbonamenti.

Nel corso del dibattito in Aula, Vitri ha criticato la risposta dell’assessore regionale ai Trasporti Francesco Baldelli, ritenuta «approssimativa e in contraddizione» con il lavoro avviato nella precedente legislatura dal suo predecessore Goffredo Brandoni.

Secondo le stime presentate dalla consigliera, basate sui dati forniti dal Sindacato Libera Rappresentanza dei Militari, il costo dell’iniziativa sarebbe limitato: circa 400 mila euro annui nel caso di libera circolazione o 120 mila euro per agevolazioni sugli spostamenti casa-lavoro, calcolati su circa 100 militari pendolari.

Vitri ha inoltre ricordato la necessità di rafforzare le politiche regionali sulla sicurezza, chiedendo la piena attuazione della Legge regionale 27/2017, dedicata alla promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, e della Legge regionale 1/2014 sul sistema di polizia locale. 

«Negli ultimi cinque anni – ha concluso – la Giunta non ha convocato né la Consulta regionale né il Comitato tecnico per la Polizia locale, organismi previsti dalla normativa».

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