Politica
giovedì 13 agosto 2026
TARI Pesaro, commissione Bilancio rinviata: il centrodestra accusa la maggioranza
newsLa commissione Bilancio del Comune di Pesaro non si è riunita per mancanza del numero legale, impedendo la discussione sulle criticità relative al pagamento della TARI.
A denunciarlo sono i consiglieri comunali di centrodestra Michele Redaelli, Cristina Canciani e Dario Andreolli, componenti della commissione, che contestano l'assenza dei consiglieri di maggioranza.
Secondo quanto riferito dal centrodestra, cinque consiglieri di maggioranza non avrebbero partecipato alla seduta né sarebbero stati sostituiti, determinando l'impossibilità di procedere con i lavori.
Per l'opposizione, la commissione era particolarmente importante alla luce delle numerose segnalazioni arrivate dai cittadini sulle modalità di pagamento della tassa sui rifiuti.
Al centro della discussione ci sono infatti diverse anomalie emerse dopo il passaggio del servizio da Marche Multiservizi ad Aspes.
I consiglieri riferiscono di aver ricevuto segnalazioni relative a richieste di pagamento per annualità già saldate, errori nei dati riguardanti numero degli abitanti e proprietà, oltre a bollettini duplicati o incongruenti.
Un'altra questione riguarda le scadenze per il pagamento della TARI.
Il termine, inizialmente fissato al 30 giugno e successivamente prorogato al 20 luglio, secondo il centrodestra non sarebbe stato aggiornato correttamente in tutti i sistemi di invio delle comunicazioni.
Alcuni cittadini continuerebbero quindi a ricevere avvisi con la precedente scadenza, con il rischio di generare confusione e il timore di essere considerati in ritardo.
I consiglieri di opposizione chiedono pertanto agli uffici comunali e all'amministrazione di Pesaro di fornire informazioni chiare e tempestive sulle procedure corrette da seguire, così da evitare che i cittadini subiscano conseguenze per eventuali disservizi o comunicazioni non aggiornate.
Il centrodestra contesta inoltre la mancata partecipazione della maggioranza alla commissione, sostenendo che sarebbe stata sufficiente la presenza di un consigliere o di un delegato per raggiungere il numero legale.
Michele Redaelli, Cristina Canciani e Dario Andreolli definiscono quindi la situazione motivo di forte delusione e chiedono che la questione venga chiarita quanto prima.