Politica
martedì 22 settembre 2026
Sfangamento del Furlo, Ruggeri (M5S): «Sei anni di stallo, il 2027 è ancora un’ipotesi»
newsLa gestione della diga del Furlo torna al centro del confronto politico regionale. Marta Ruggeri, consigliera del Movimento 5 Stelle, ha replicato in questi termini alla risposta fornita in Consiglio regionale dall’assessore Consoli, accusando la Giunta di non aver risolto una situazione di stallo che, secondo la sua ricostruzione, si protrae da sei anni.
Sfangamento del Furlo, Ruggeri (M5S): “Dalla Giunta sei anni di fumo negli occhi. Cambiano gli assessori delle giunte Acquaroli ma la risposta è sempre la stessa: si farà forse il prossimo anno”.
La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Marta Ruggeri, replica così alla risposta rilasciata in Consiglio dall’assessore Consoli.
«L’Assessore ammette l'ennesimo stallo – prosegue Ruggeri –: lo sfangamento di circa 70.000 metri cubi al Furlo, approvato a fine 2023 e programmato da Enel Green Power per la primavera-estate 2024, è completamente bloccato. Niente nel 2024, 2025 e 2026. Un’incapacità di coordinamento tra gestore e Comune di Acqualagna finita a marzo con esito negativo e il rinvio al Ministero per iter che, forse, vedranno la luce nel 2027, visto che non c’è nessun cronoprogramma vincolante».
Un quadro desolante di inefficienza mentre la provincia di Pesaro e Urbino soffre una drammatica carenza idrica e l’invaso del Furlo ha perso oltre il 50% della capacità originaria di stoccaggio a causa dei sedimenti. Nelle scorse settimane, poi, l’assessore Consoli, incapace finora di uscire dall’impasse del Furlo, ha sorprendentemente annunciato interventi a Tavernelle e Mercatale (dove c'è comunque un progetto del Consorzio di Bonifica).
«Siamo al paradosso – incalza Ruggeri –. Da sei anni con i nostri atti denunciamo l’interramento dei bacini e la Giunta scarica la colpa su Comuni o Ministero. Di fronte all'incapacità di sbloccare la pulizia dell'invaso vitale del Candigliano, la soluzione dell'Assessorato sarebbe raddoppiare gli annunci sugli altri?».
I cittadini del pesarese non si abbeverano con i comunicati stampa: l’entroterra vive con la spada di Damocle della siccità, costretto a dipendere dai potabilizzatori e da interventi emergenziali – come i pozzi del Burano e di Sant’Anna – unicamente perché la Regione non garantisce la manutenzione ordinaria e straordinaria.
«Se lo sfangamento è sicuramente al di là da venire, che ne sarà dello svuotamento promesso entro ottobre alla famiglia di Riccardo Branchini, il diciannovenne scomparso nell'ottobre del 2024, a cui come istituzioni dobbiamo dare risposte?».
Secondo Ruggeri, l’eventuale realizzazione dell’intervento nel 2027 resta un’ipotesi, poiché non sarebbe stato definito alcun cronoprogramma vincolante. La consigliera evidenzia inoltre la situazione di carenza idrica nella provincia di Pesaro e Urbino e il fatto che l’invaso del Furlo avrebbe perso oltre il 50% della capacità originaria di stoccaggio a causa dell’accumulo di sedimenti.
Nel suo intervento, Ruggeri contesta anche gli annunci relativi a possibili interventi negli invasi di Tavernelle e Mercatale, ricordando che per Mercatale esiste un progetto del Consorzio di Bonifica. A suo giudizio, la comunicazione di nuovi interventi non può sostituire la soluzione dei problemi ancora aperti al Furlo.
La consigliera richiama infine la dipendenza dell’entroterra da potabilizzatori e misure emergenziali, citando i pozzi del Burano e di Sant’Anna. Il suo ultimo interrogativo riguarda lo svuotamento dell’invaso promesso entro ottobre alla famiglia di Riccardo Branchini, il diciannovenne scomparso nell’ottobre 2024, e la necessità per le istituzioni di fornire risposte sul caso.