Politica
lunedì 24 agosto 2026
Servizio di Sollievo, Pandolfi contro la riforma della Regione Marche: «Non cancellare il ruolo degli ATS»
newsÈ scontro sulla riforma del Servizio di Sollievo per la salute mentale nelle Marche. Alla vigilia della discussione e del voto del Consiglio delle Autonomie Locali, in programma il 25 agosto, il presidente del Comitato dei sindaci dell’ATS1 e assessore alle Politiche sociali e alla Salute del Comune di Pesaro, Luca Pandolfi, torna a criticare l’impostazione della proposta di legge regionale n. 31/2026, “Disciplina del Servizio di sollievo per la salute mentale”.
Secondo Pandolfi, la proposta trasferirebbe la titolarità e l’organizzazione del Servizio di Sollievo agli enti sanitari territoriali, lasciando agli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) e ai Comuni soprattutto un ruolo economico e di collaborazione.
«La Regione si prende il Sollievo, decide come organizzarlo e come progettarlo, lasciando agli Ambiti sociali, prima titolari del servizio, il mero ruolo economico», sostiene l’assessore pesarese.
Pandolfi precisa di non essere contrario alla disciplina regionale del Servizio di Sollievo, ma contesta il modello organizzativo previsto.
«Dietro una modifica apparentemente organizzativa, c’è una scelta molto più profonda: spostare la titolarità del servizio dal sociale al sanitario», afferma, evidenziando il rischio di ridurre il ruolo dei territori nella progettazione degli interventi.
«Non può essere la sanità a decidere e i Comuni a pagare»
Uno dei nodi sollevati riguarda la distribuzione delle responsabilità.
La proposta, secondo Pandolfi, attribuisce all’Azienda Sanitaria Territoriale l’organizzazione del servizio e al Dipartimento di Salute Mentale (DSM) la progettazione degli interventi, mentre agli ATS e ai Comuni sarebbe riservato un ruolo di collaborazione e promozione non sufficientemente definito.
«Non può funzionare un sistema nel quale chi compartecipa alla spesa e mette risorse proprie viene progressivamente escluso dalle decisioni», sostiene il presidente del Comitato dei sindaci dell’ATS1, secondo cui la riforma rischierebbe di indebolire il carattere integrato, sociale e sanitario del Servizio di Sollievo.
Per Pandolfi, infatti, il servizio non riguarda esclusivamente la cura sanitaria, ma comprende anche famiglie, autonomia, relazioni, socialità, inclusione e contrasto alla solitudine e all’emarginazione.
Elementi che, secondo l’assessore, devono rimanere parte integrante del progetto di vita della persona.
Il modello dell’ATS1 e la collaborazione con il Dipartimento di Salute mentale
Pandolfi richiama quindi l’esperienza maturata nell’ATS1, dove, sostiene, l’integrazione tra sociale e sanitario è già stata sviluppata attraverso strumenti di co-programmazione e co-progettazione, coinvolgendo il Dipartimento di Salute Mentale, le associazioni dei familiari e il Terzo settore.
«Non abbiamo bisogno di cancellare il ruolo degli ATS per integrare il sistema sanitario: abbiamo bisogno di rendere strutturale e più forte una collaborazione che sul territorio già esiste», afferma.
Nel suo intervento Pandolfi richiama anche gli indirizzi del Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030 e la normativa regionale sull’amministrazione condivisa, oltre alla UOSeS, Unità Operativa Sociale e Sanitaria, istituita dalla Regione Marche nel 2015 proprio con l’obiettivo di favorire l’integrazione tra i sistemi sociale e sanitario.
Secondo l’assessore, questi strumenti potrebbero essere utilizzati anche per la progettazione del Servizio di Sollievo, senza procedere a una riduzione del ruolo degli Ambiti sociali.
Le proposte dell’ATS1 alla Regione
Pur confermando la propria contrarietà all’impostazione della proposta di legge, l’ATS1 ha avanzato alcune proposte alternative.
Tra queste figurano la contitolarità tra AST e ATS, una distinzione più chiara nella gestione delle risorse e una progettazione realmente condivisa tra Dipartimento di Salute Mentale e Ambiti sociali, anche attraverso la UOSeS.
L’obiettivo indicato da Pandolfi è rafforzare l’integrazione tra sociale e sanitario, coinvolgendo anche Enti del Terzo settore e famiglie, anziché trasferire integralmente la titolarità del servizio al sistema sanitario.
«Il 25 agosto non ci si esprime soltanto su chi dovrà gestire il Sollievo, ma quale idea di servizi sulla salute mentale vogliamo costruire nelle Marche», conclude Pandolfi.
«Noi difendiamo un modello che mette al centro la persona, la famiglia e il territorio».