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sabato 07 marzo 2026

Servizi scolastici a Fano, Maghernino: «Tariffe ferme da cinque anni, riforma necessaria per equità»

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Servizi scolastici a Fano, Maghernino: «Tariffe ferme da cinque anni, riforma necessaria per equità»

«Prima di entrare nel merito delle polemiche sollevate dall’opposizione è necessario ristabilire un dato di realtà: per cinque anni non è stato applicato alcun adeguamento Istat sulle tariffe dei servizi scolastici». 

Con queste parole l’assessore ai Servizi educativi Loredana Maghernino interviene nel dibattito che si è aperto in questi giorni a Fano sul tema delle tariffe dei servizi scolastici.

Secondo l’assessore, l’adeguamento non rappresenta una scelta arbitraria dell’attuale amministrazione, ma la conseguenza di un sistema rimasto invariato per cinque anni, mentre nello stesso periodo l’inflazione ha raggiunto circa il 18% e sono cresciuti in modo significativo i costi dell’energia, delle materie prime e del personale. 

«Negli anni della pandemia il sistema ha potuto reggere anche grazie ai trasferimenti straordinari legati all’emergenza Covid – spiega Maghernino – ma quelle risorse oggi non esistono più e chi governa ha il dovere di garantire la sostenibilità dei servizi».

L’assessore respinge anche le critiche sulla riforma delle fasce ISEE. 

«Abbiamo ereditato un sistema composto da 33 fasce che risultava farraginoso e poco trasparente. Le prime tre erano tutte esenti, mentre le ultime sei pagavano la stessa quota pasto. Il risultato era più burocrazia senza una reale progressività».

Secondo Maghernino, il modello precedente presentava inoltre alcune distorsioni: nei primi scaglioni gli aumenti tra una fascia e l’altra risultavano più consistenti rispetto a quelli delle fasce più alte e scaglioni molto ravvicinati producevano frequenti salti tariffari anche per piccole variazioni dell’ISEE, generando incertezza per le famiglie.

Per questo motivo l’amministrazione del Comune di Fano ha deciso di introdurre un sistema più semplice con sette fasce ISEE. 

«Si tratta di un modello più chiaro e trasparente, in linea con quello adottato dalla maggior parte dei Comuni italiani – spiega l’assessore – e allo stesso tempo abbiamo rafforzato le tutele per i redditi più bassi portando la soglia di esenzione a 6.000 euro di ISEE».

Maghernino interviene anche sul tema degli sconti per i figli. «Non è corretto sostenere che sia stato eliminato lo sconto per il secondo figlio. Le agevolazioni esistono e vengono applicate a Fano da oltre venticinque anni: il 30% per il secondo figlio e il 50% per il terzo e successivi, purché iscritti ai servizi comunali».

Le percentuali più elevate citate dall’opposizione, pari al 50% per il secondo figlio e al 70% per il terzo, erano state introdotte durante l’emergenza Covid come misura straordinaria finanziata con trasferimenti statali. 

«Quel sistema – aggiunge l’assessore – generava però una evidente iniquità, perché poteva accadere che una famiglia con un solo figlio iscritto alla mensa pagasse una tariffa ridotta mentre una famiglia con più figli che utilizzavano realmente il servizio sostenesse un costo complessivo maggiore».

Infine l’assessore chiarisce anche la questione del prolungamento scolastico. 

«La precedente gratuità aveva prodotto alcune distorsioni: l’assenza di qualsiasi contribuzione aveva portato molte famiglie a iscrivere i figli anche senza una reale necessità, con dati di frequenza effettiva molto più bassi rispetto alle iscrizioni».

«Questo non significa che l’amministrazione non creda nel servizio – conclude Maghernino –. Il prolungamento rappresenta uno strumento importante per le famiglie e proprio per questo abbiamo lavorato per rafforzarlo e migliorarlo. Il nostro obiettivo resta garantire servizi certi, sostenibili e di qualità per le famiglie fanesi».

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