Politica
mercoledì 21 gennaio 2026
Servizi per l’infanzia, via libera all’aggiornamento della normativa regionale
newsIl Consiglio regionale delle Marche ha approvato una mozione che avvia il percorso di aggiornamento della normativa sui servizi per l’infanzia, ferma alla Legge regionale n. 9 del 2003 e al relativo regolamento attuativo, mai revisionati in oltre vent’anni.
A commentare il provvedimento è Giacomo Rossi, vicepresidente del Consiglio regionale e rappresentante di Civici Marche, che sottolinea il ritardo normativo accumulato dalla Regione su un tema sempre più centrale per le famiglie.
«La Regione Marche – evidenzia Rossi – soffre un evidente ritardo sul piano normativo.
L’attuale legge non è mai stata aggiornata, nonostante nel frattempo siano profondamente cambiati i bisogni delle famiglie e l’offerta dei servizi educativi per la prima infanzia».
La necessità di intervenire, spiega l’esponente dei Civici Marche, è emersa anche grazie alla segnalazione della dirigente Yasmin Al Diry, che ha posto l’attenzione sulla mancata revisione del quadro normativo.
Secondo Rossi, l’inadeguatezza della normativa attuale si riflette in modo concreto sulla vita delle famiglie marchigiane.
«Dopo oltre vent’anni – afferma – e a fronte di una domanda di servizi per l’infanzia notevolmente aumentata, molti asili nido pubblici risultano al completo, costringendo numerose famiglie a cercare soluzioni alternative».
Nel territorio regionale operano infatti diverse realtà che offrono servizi educativi innovativi, oggi non riconosciuti formalmente dalla legge regionale.
Il mancato riconoscimento normativo, sottolinea Rossi, ha conseguenze dirette anche sul piano economico: «Le famiglie che usufruiscono di questi servizi non possono accedere ai bonus statali per la genitorialità, proprio perché tali strutture non rientrano nella normativa regionale vigente».
La mozione approvata impegna ora la Regione ad avviare tutte le azioni necessarie per aggiornare la normativa, includendo ogni tipologia di servizio per l’infanzia e sostenendo in modo più efficace la genitorialità.
«Sono soddisfatto – conclude Rossi – perché questo atto apre finalmente a un’azione normativa concreta, capace di colmare un vuoto che penalizza famiglie e operatori del settore».