Politica
sabato 10 gennaio 2026
Scuole a Pesaro, Lanzi: «Freddo al Liceo Tagliolini, l'efficientamento resta uno slogan»
newsLe condizioni ambientali del Liceo Classico “Daniele Tagliolini” di Pesaro finiscono al centro di una dura presa di posizione politica.
A intervenire è Marco Lanzi, consigliere comunale di Pesaro Svolta!, che contesta la narrazione istituzionale sull’efficientamento energetico dell’edificio di viale XI Febbraio, recentemente intitolato a Tagliolini.
Lanzi richiama quanto riportato sul sito ufficiale del Comune di Pesaro, dove l’edificio viene descritto come una scuola «al massimo dell’efficientamento energetico», simbolo di futuro ambientale e innovazione.
Una definizione che, secondo il consigliere, contrasta con la realtà quotidiana vissuta dagli studenti.
In questi giorni, afferma, sono state raccolte numerose segnalazioni da parte dei genitori, che denunciano temperature interne comprese tra i 15 e i 16 gradi, costringendo i ragazzi a seguire le lezioni con cappotti e abiti pesanti.
Temperature che, sottolinea Lanzi, sarebbero state rilevate dallo stesso dirigente scolastico, il quale avrebbe informato più volte la Provincia, ente competente per l’edilizia scolastica degli istituti superiori.
Il consigliere ricorda inoltre di aver già segnalato nel novembre 2021 una situazione analoga al Liceo Scientifico “Marconi”, dove si registravano circa 14 gradi nelle aule.
Dal punto di vista normativo, la situazione descritta risulterebbe non conforme alla legge. Il D.P.R. 412/93, modificato dal D.Lgs. 311/06, stabilisce infatti che negli edifici scolastici la temperatura deve essere di 20 gradi, con una tolleranza di ±2 gradi.
Valori che, secondo Lanzi, risultano ampiamente disattesi, configurando un rischio per la salute degli studenti.
Il consigliere ricostruisce anche precedenti criticità, ricordando le proteste avvenute circa un anno fa presso la sede del Morselli, dove l’indirizzo Scienze Umane del Mamiani aveva denunciato problemi legati all’impianto di riscaldamento e agli appalti provinciali.
Le cause attuali, aggiunge, sarebbero legate a un impianto tecnologicamente avanzato ma complesso e rumoroso, che verrebbe spento durante la notte a seguito delle lamentele dei residenti, compromettendo il corretto recupero termico degli ambienti scolastici.
Per Lanzi emerge una responsabilità politica chiara: mentre si moltiplicano comunicati e inaugurazioni su sostenibilità e transizione ecologica, nelle scuole persistono disservizi strutturali.
«L’efficientamento energetico – afferma – non può diventare un alibi per il malfunzionamento degli impianti né una vetrina propagandistica».
In assenza di risposte concrete, conclude, genitori e comunità scolastica hanno il diritto di rivolgersi ai Vigili del Fuoco, chiedendo l’evacuazione dell’edificio e la sospensione delle lezioni.