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giovedì 15 ottobre 2026

Scuola, Piano provinciale 2027-2028: rinviato al 2028 il Polo tecnologico di Pesaro

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Scuola, Piano provinciale 2027-2028: rinviato al 2028 il Polo tecnologico di Pesaro

Il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità il Piano di programmazione della rete scolastica per l’anno 2027-2028, scegliendo una linea improntata alla prudenza e alla sostenibilità dei progetti. Nessun taglio alle autonomie scolastiche, ma la necessità di valutare attentamente le proposte di riorganizzazione sulla base delle reali esigenze del territorio, delle risorse disponibili e della fattibilità degli interventi.

A illustrare l’indirizzo della Provincia è stato il presidente Alberto Alessandri, che ha richiamato l’importanza di una visione complessiva della rete scolastica. La programmazione, ha sottolineato, deve tenere conto non soltanto delle ambizioni degli amministratori e dei dirigenti, ma anche di aule, laboratori, trasporti, logistica e coperture economiche.

L’obiettivo è evitare di sovrapporre nuovi progetti a quelli già in corso, impegnando risorse senza garanzie sufficienti sulla loro realizzazione. Una posizione condivisa anche dal centrosinistra. Oriano Giovanelli ha giudicato positivamente la prudenza dell’ente, sottolineando la necessità di prepararsi agli effetti del cambiamento demografico e di valutare interventi di razionalizzazione attraverso la costituzione di poli scolastici.

Polo tecnologico di Pesaro, fusione Benelli-Bramante-Genga rinviata al 2028

Tra i punti principali del Piano figura la proposta di fusione tra l’istituto Benelli e il Bramante-Genga, finalizzata alla creazione del Polo tecnologico professionale di Pesaro. Il nuovo istituto avrebbe una consistenza iniziale di circa 1.750 studenti, mantenendo le due attuali sedi, situate nelle vicinanze del Campus.

La Provincia guarda con favore allo sviluppo dei poli scolastici, ma ha deciso di sospendere il parere sulla fusione, proponendo di rinviare l’eventuale istituzione all’anno scolastico 2028-2029. La scelta nasce dalla necessità di approfondire il progetto attraverso un percorso di concertazione con le parti sociali e di costruire un modello organizzativo condiviso.

Le linee guida regionali, infatti, prevedono che la costituzione di un polo scolastico avvenga attraverso un percorso graduale e consapevole, capace di accompagnare il passaggio a un assetto unitario senza limitarsi a una riorganizzazione formale.

Il progetto del Benelli prevede un’offerta formativa articolata, comprendente indirizzi professionali statali, il liceo del Made in Italy, l’indirizzo tecnologico Costruzioni, ambiente e territorio, l’indirizzo economico, il percorso regionale di istruzione e formazione professionale per operatore del benessere-estetista e percorsi della filiera tecnologico-professionale già autorizzati.

Tra i benefici indicati dai promotori figurano la riduzione della dispersione scolastica, una migliore gestione degli organici e degli spazi, la possibilità di attivare a Pesaro un percorso di liceo del Made in Italy, nuovi laboratori condivisi, un servizio mensa per il Campus e un incremento delle aule. La fusione potrebbe inoltre consentire di restituire l’autonomia scolastica a un altro istituto, mantenendo invariato il numero complessivo delle autonomie provinciali.

Di segno diverso le valutazioni degli organi collegiali del Bramante-Genga, che hanno espresso pareri non favorevoli a maggioranza. Tra le criticità evidenziate ci sono il rischio di perdita dell’identità formativa, la possibile contrazione dei posti di lavoro, le difficoltà nella gestione dell’inclusione e della dispersione scolastica, la sicurezza dei laboratori e le complessità legate alla governance e al cambiamento organizzativo.

Scuola del Libro di Urbino, parere negativo sul liceo musicale

Il Piano provinciale contiene anche un parere tecnico non favorevole alla richiesta della Scuola del Libro di Urbino di attivare un nuovo indirizzo di liceo musicale.

Tra le motivazioni figura il rischio di duplicazione dell’offerta formativa nello stesso territorio, considerato che il liceo musicale è già attivo dal 2010 al liceo Marconi di Pesaro, dove risultano iscritti 142 studenti. Il Piano richiama inoltre le indicazioni ministeriali, secondo cui di norma viene istituito un solo liceo musicale per provincia, allo scopo di garantire un’offerta equilibrata e organici sostenibili.

La valutazione negativa tiene conto anche dell’assenza di un progetto organizzativo sufficientemente definito sotto il profilo gestionale, economico e logistico. Le parti sociali hanno inoltre evidenziato diverse criticità, giudicando la proposta non valutabile.

Della Rovere di Urbania, rinvio per il percorso quadriennale

Diversa la situazione per l’Istituto Della Rovere di Urbania, che ha proposto l’attivazione di un percorso quadriennale di istruzione tecnica nell’indirizzo Amministrazione, finanza e marketing, articolazione Sistemi informativi aziendali, nell’ambito della filiera tecnologico-professionale 4+2.

In questo caso, la Provincia ha preso atto della proposta, rinviando l’autorizzazione al Ministero competente.

È stato invece confermato il parere tecnico favorevole alla costituzione del Polo delle Arti di Pesaro, promosso dal liceo Mengaroni attraverso l’aggregazione delle sezioni a indirizzo musicale e coreutico attualmente inserite nel liceo Marconi. L’iniziativa prosegue nel solco dell’indirizzo già approvato dal Consiglio provinciale nel 2025, con l’obiettivo di arrivare alla sua realizzazione nel 2028.

Bilancio provinciale, fondi per strade e ponti

Nella stessa seduta, il Consiglio provinciale ha approvato a maggioranza anche le variazioni al bilancio di previsione 2026-2028 e il Documento unico di programmazione 2027-2029.

Tra le risorse previste figurano 708 mila euro di trasferimenti regionali destinati a interventi sulla strada provinciale 94 Monterolo e 149 mila euro di fondi statali per la messa in sicurezza dei ponti lungo le strade provinciali 72, in località Sterleto, 121, a Canneto, e 133, in località Isola di Fossara.

La seduta ha quindi delineato una programmazione che punta a conciliare l’evoluzione dell’offerta scolastica con la sostenibilità organizzativa ed economica, rinviando le decisioni più complesse per consentire ulteriori approfondimenti e un confronto più ampio tra le istituzioni e le comunità scolastiche.

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