Politica
martedì 07 luglio 2026
Sanità privata e RSA, sindacati: "Contratti scaduti da 8 e 14 anni, a rischio assistenza e qualità delle cure"
newsIl mancato rinnovo dei contratti nazionali della sanità privata e delle RSA rischia di compromettere non solo le condizioni di lavoro di oltre 300 mila professioniste e professionisti, ma anche la qualità dell'assistenza sanitaria e sociosanitaria garantita ai cittadini. È quanto affermano, in una nota congiunta, i segretari generali di FP CGIL, CISL FP e UIL FP, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi.
Secondo le organizzazioni sindacali, i lavoratori della sanità privata attendono il rinnovo del contratto da otto anni, mentre quelli delle Residenze sanitarie assistenziali (RSA) da quattordici anni. Una situazione che, a loro giudizio, ha contribuito ad aggravare la carenza di personale, aumentando i carichi di lavoro, i turni gravosi e il ricorso al rinvio delle ferie, con inevitabili ripercussioni sull'organizzazione dei servizi e sulla sicurezza delle prestazioni.
Nel documento, i sindacati evidenziano come la mancata valorizzazione economica e professionale renda sempre meno attrattivo il settore privato accreditato. Pur svolgendo le stesse funzioni dei colleghi del Servizio sanitario nazionale, gli operatori continuerebbero infatti a lavorare con contratti scaduti e trattamenti economici inferiori, una disparità che, secondo FP CGIL, CISL FP e UIL FP, rende sempre più difficile reclutare e trattenere personale qualificato.
Le organizzazioni sindacali attribuiscono la responsabilità della situazione alle associazioni datoriali AIOP e ARIS, accusate di non aver ancora dato risposte sul rinnovo contrattuale, ma chiamano in causa anche il Ministero della Salute e le Regioni, ritenendo necessario subordinare il rilascio e il mantenimento dell'accreditamento delle strutture private convenzionate al rispetto e al tempestivo rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro.
Per sostenere queste richieste, FP CGIL, CISL FP e UIL FP hanno annunciato una nuova iniziativa di mobilitazione. Il 24 luglio è previsto un presidio davanti al Ministero della Salute, durante il quale saranno ribadite le richieste di rinnovo immediato dei contratti, di rafforzamento degli organici, di pieno rispetto del diritto alle ferie e dell'applicazione dell'articolo 36 della Costituzione, che tutela il diritto a una retribuzione proporzionata e dignitosa.
Secondo i sindacati, la vertenza non riguarda esclusivamente i lavoratori, ma coinvolge direttamente il diritto alla salute dei cittadini e il futuro del sistema sanitario e sociosanitario italiano. Per questo chiedono l'apertura immediata del confronto con AIOP e ARIS e un intervento del Governo e delle Regioni affinché le strutture finanziate con risorse pubbliche garantiscano il pieno rispetto dei diritti contrattuali del personale.