Politica
giovedì 26 febbraio 2026
Sanità, Pierini (Lega) difende il primario Claudio Cicoli: "Attacco politico e ideologico, dal PD fango gratuito"
newsIl consigliere regionale della Lega Nicolò Pierini interviene sulla polemica sollevata dai gruppi consiliari di maggioranza di Pesaro che hanno chiesto formalmente la rimozione del dottor Claudio Cicoli, primario dell’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia degli ospedali di Pesaro e Fano.
Pierini definisce la richiesta «un attacco politico a testa bassa che travalica il merito delle questioni e colpisce direttamente la figura e la persona di un professionista stimato», giudicando grave che la politica entri sul profilo professionale di un medico per motivazioni pregiudiziali e ideologiche.
Secondo il consigliere regionale, l’attività libero-professionale svolta in regime di intramoenia o extramoenia è prevista e regolata dalla legge e non costituisce una zona grigia.
Le prestazioni garantite dal primario, sottolinea Pierini, rispettano pienamente la tempistica aziendale e non producono liste di attesa nella struttura pubblica.
Mettere in discussione la correttezza professionale di un singolo medico significa, a suo avviso, insinuare un sospetto generalizzato su centinaia di professionisti che operano quotidianamente tra sanità pubblica e libera professione nel rispetto delle norme vigenti.
Pierini respinge anche l’idea che un post informativo sui social possa diventare il pretesto per «un processo mediatico basato su fango ideologico» e invita il Partito Democratico e i gruppi di maggioranza ad assumere una posizione politica chiara: se si ritiene sbagliato il sistema normativo che disciplina il rapporto tra pubblico e privato, lo si contesti nel merito con una proposta coerente, senza colpire la figura di un singolo professionista.
Il consigliere regionale ricorda inoltre che l’attuale assetto della libera professione medica nasce con la riforma Bindi e si è consolidato negli anni di governo del centrosinistra, anche nella Regione Marche.
«Delle due l’una – conclude Pierini – o si mette in discussione il sistema con serietà politica, oppure si smette di usare un medico come bersaglio per faide personali».