Politica
giovedì 29 ottobre 2026
Sanità Marche, Cesetti (PD): «Il 12% rinuncia a visite ed esami», l’allarme sui dati Istat
newsLa rinuncia a visite mediche ed esami diagnostici nelle Marche raggiunge il 12% della popolazione, rispetto al 10,6% della precedente rilevazione e a una media nazionale del 9,6%. È quanto emerge dai dati del Rapporto BES (Benessere Equo e Sostenibile) dell’Istat, richiamati dal consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti, che torna a sollevare la questione delle difficoltà di accesso alle cure nella sanità pubblica marchigiana.
Secondo i dati citati dal consigliere, le Marche si collocano al secondo posto in Italia per quota di persone che rinunciano a prestazioni sanitarie di cui avrebbero bisogno, dopo la Sardegna. L’incremento rispetto alla precedente rilevazione è di 1,4 punti percentuali, un dato che, secondo Cesetti, evidenzia la necessità di affrontare con urgenza il problema delle liste d’attesa e dell’accessibilità dei servizi.
L’esponente dem attribuisce la situazione alle politiche sanitarie adottate dalla Giunta regionale di centrodestra guidata dal presidente Francesco Acquaroli. Cesetti sostiene che le criticità denunciate da tempo attraverso interrogazioni e mozioni in Consiglio regionale trovino conferma nei dati statistici e sollecita l’amministrazione a rispondere alle segnalazioni provenienti dai cittadini e dal personale sanitario.
Nel suo intervento, il consigliere sottolinea che la rinuncia alle cure non dipende esclusivamente dai tempi di attesa, ma anche dai costi delle prestazioni e dalle difficoltà logistiche che ostacolano il raggiungimento delle strutture sanitarie. Questi fattori, secondo la sua analisi, rischiano di penalizzare soprattutto le persone economicamente più fragili e i residenti nelle aree interne della regione.
Tra gli elementi evidenziati figurano le liste d’attesa, indicate come causa per il 6,5% della popolazione, il costo delle prestazioni, che riguarda il 5,2%, e le difficoltà logistiche e di accesso ai servizi, pari all’1,4%. Le percentuali riportate da Cesetti descrivono le diverse criticità indicate nell’analisi e non vanno necessariamente sommate, poiché le categorie potrebbero sovrapporsi.
Il rapporto evidenzierebbe inoltre un divario di genere nella rinuncia alle cure: la quota raggiungerebbe l’11,2% tra le donne marchigiane, contro l’8,1% tra gli uomini. Un elemento che, secondo il consigliere regionale, richiede particolare attenzione nella programmazione dei servizi e nella tutela dell’accesso alle prestazioni sanitarie.
Per affrontare l’emergenza, Cesetti chiede un cambio di strategia da parte della Regione Marche, con risorse straordinarie per assumere personale sanitario e ammodernare le attrezzature. L’obiettivo, nelle richieste del consigliere del PD, è ridurre le attese, migliorare la capacità di risposta del servizio pubblico e limitare le situazioni in cui i cittadini sono costretti a rinunciare alle cure.
Le dichiarazioni di Cesetti si inseriscono nel confronto politico sulla gestione della sanità regionale. I dati Istat richiamati nell’intervento costituiscono il punto di partenza della sua contestazione, mentre le responsabilità attribuite alla Giunta Acquaroli e le proposte avanzate rappresentano la posizione politica espressa dal consigliere.