Politica
lunedì 25 maggio 2026
Sanità digitale Marche, Micaela Vitri: “Scomparsi 14 milioni del PNRR per il Fascicolo Sanitario Elettronico”
newsLa consigliera regionale Micaela Vitri torna ad attaccare la Giunta regionale guidata da Francesco Acquaroli sul tema della sanità digitale nelle Marche e dell’utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).
Alla vigilia della discussione in Aula, Vitri ha annunciato una nuova interrogazione per chiedere chiarimenti sugli oltre 14 milioni di euro del PNRR destinati al potenziamento delle infrastrutture digitali sanitarie regionali.
Secondo la consigliera, il Fascicolo Sanitario Elettronico rappresenta uno strumento essenziale per semplificare l’accesso alle cure, migliorare il lavoro di medici e operatori sanitari e garantire una gestione più efficiente dei dati clinici dei cittadini.
Vitri denuncia però un forte ritardo delle Marche rispetto ad altre regioni italiane, citando il modello dell’Emilia-Romagna, dove il sistema digitale sanitario sarebbe ormai pienamente integrato e accessibile.
Nel suo intervento, la consigliera ha ricordato come il Decreto del Ministero della Salute dell’8 agosto 2022 abbia assegnato alle Marche 14,1 milioni di euro attraverso il PNRR, di cui 6,9 milioni per il potenziamento delle infrastrutture digitali e 7,2 milioni per la formazione e le competenze dei professionisti sanitari.
Risorse che, secondo Vitri, non avrebbero ancora prodotto risultati concreti sul piano operativo.
L’interrogazione presentata in Consiglio regionale è indirizzata all’assessore regionale Mirco Carloni Calcinaro e punta a chiarire quali azioni la Giunta intenda adottare per completare l’attuazione del FSE 2.0, previsto dal decreto ministeriale del 7 settembre 2023.
Vitri cita inoltre i dati della Fondazione GIMBE, secondo cui nelle Marche risultano disponibili nel Fascicolo Sanitario Elettronico 13 tipologie documentali su 16 previste, pari all’88% del totale. Tuttavia, questo non si tradurrebbe in un reale utilizzo da parte della popolazione.
Tra gennaio e marzo 2025, infatti, solo l’1% dei cittadini marchigiani avrebbe utilizzato il Fascicolo Sanitario Elettronico nei 90 giorni precedenti la rilevazione, contro una media nazionale del 21%, dato che collocherebbe la regione all’ultimo posto in Italia.
Ancora più critico, secondo la consigliera, il dato relativo alla fiducia dei cittadini nel sistema: solo il 12% avrebbe espresso il consenso alla consultazione dei dati sanitari da parte degli operatori del Servizio sanitario nazionale, contro il 42% della media italiana e il 92% registrato in Emilia-Romagna.
Per affrontare le criticità, Vitri propone di investire nel personale amministrativo a supporto dei medici e nello sviluppo di software ospedalieri più avanzati e interoperabili, in grado di gestire referti specialistici, immagini radiologiche, esami laboratoristici e documentazione clinica in modo più rapido ed efficace.
La consigliera conclude chiedendo un cambio di passo immediato sulla digitalizzazione della sanità marchigiana, sostenendo che il Fascicolo Sanitario Elettronico non possa restare uno strumento poco utilizzato e privo di reale integrazione nei servizi sanitari regionali.