Politica
mercoledì 12 agosto 2026
Sanità, accordo Marche-Umbria 2026-2028: cure più accessibili nelle aree di confine
newsFacilitare l’accesso alle cure per i cittadini che vivono nelle aree di confine tra Marche e Umbria: è questo l’obiettivo dello schema di accordo approvato dalla Regione Marche e valido per il periodo 2026-2028.
L’intesa stabilisce regole condivise per le prestazioni sanitarie erogate ai cittadini che scelgono di rivolgersi a strutture dell’altra regione, con l’obiettivo di rendere più semplici e appropriati i percorsi assistenziali e rafforzare l’integrazione tra i due sistemi sanitari.
«È un accordo che mette al centro i cittadini», ha dichiarato l’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, sottolineando la necessità di garantire a chi vive nelle zone di confine la possibilità di accedere alle cure «nel modo più semplice e rapido possibile», attraverso regole chiare e con meno ostacoli burocratici.
L’accordo punta inoltre a consentire una programmazione più efficace dei servizi sanitari, attraverso il monitoraggio dei flussi dei pazienti e dei costi.
L’intesa riguarda le principali prestazioni sanitarie, dai ricoveri alle visite specialistiche e agli esami diagnostici.
Sono comprese anche prestazioni ad alta complessità, tra cui trapianti, cure oncologiche, dialisi, ricoveri urgenti e percorsi riabilitativi specialistici.
Restano escluse le prestazioni che non rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Per le Marche, l'accordo rappresenta anche uno strumento per gestire in maniera più efficace la mobilità sanitaria interregionale, vale a dire gli spostamenti dei cittadini che decidono di curarsi fuori dalla propria regione.
Le procedure condivise consentiranno di programmare meglio l’offerta, monitorare flussi e costi e indirizzare i pazienti verso i servizi più appropriati, mantenendo comunque la libertà di scelta del luogo di cura.
Un capitolo specifico riguarda il Comune di Cantiano, nell’entroterra pesarese. In presenza di emergenze gravi, qualora la Centrale operativa 118 di Pesaro lo ritenga necessario, i pazienti potranno essere trasportati all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino, in Umbria.
Per i cittadini della zona, il presidio umbro può infatti risultare più vicino rispetto ad altre strutture sanitarie.
La possibilità di utilizzare il presidio di Gubbio-Gualdo Tadino nei casi previsti dall’accordo punta quindi a ridurre i tempi di intervento nelle emergenze e a garantire un accesso più rapido alle cure quando la tempestività dell’assistenza è determinante.