Politica

martedì 29 giugno 2021

Ruggeri (M5S): «Il disagio giovanile è un fenomeno sempre più esteso, la Regione si impegni per arginarlo»

Ruggeri (M5S): «Il disagio giovanile è un fenomeno sempre più esteso, la Regione si impegni per arginarlo»

di Ufficio Stampa

«Il disagio giovanile è un fenomeno sempre più esteso ed è indispensabile che le istituzioni pubbliche lo affrontino con strategie condivise». 

Marta Ruggeri, capogruppo di M5s in consiglio regionale, rivolge un pressante appello alla giunta Acquaroli, sollecitandola a fare la propria parte e ad attivare un nucleo di confronto, raccordo e informazione individuato nell’Osservatorio su forme e condizioni di disagio adolescenziale e giovanile nelle Marche.

Si tratta di dare completa attuazione alla legge regionale 32/2014, che prevede di costituire l’Osservatorio in questione. L’intervento di Ruggeri trae spunto da recenti e preoccupanti episodi avvenuti tra Fano e Pesaro: «Ne sono impressionata – argomenta – sia come insegnante sia per il fatto che gli episodi siano riconducibili alla mia città e alla mia provincia, ma evidente è che il fenomeno del disagio giovanile sia ben più diffuso, investendo tanto le Marche quanto l’intero Paese. Baby gang, baby vandali e baby bulli. E poi eccessi di ogni tipo, risse, minacce agli adulti: sui media è un continuo accendersi di spie rosse riguardo a un fenomeno attualissimo, che l’emergenza sanitaria ha accentuato».

Il gruppo di M5s, composto da Ruggeri e dalla consigliera Simona Lupini, si è già occupato di temi inerenti il disagio giovanile, una definizione che abbraccia fenomeni diversi e anche distanti fra loro. 

«Ritengo che l’Osservatorio regionale – conclude Ruggeri – debba assumere un ruolo di cerniera rispetto alle analisi e alle misure sul disagio giovanile in ogni suo possibile aspetto. Se ne avverte l’esigenza, trattandosi di un problema complesso, ramificato e che assume molteplici sfaccettature, coinvolgendo sia le famiglia sia la scuola sia le amministrazioni pubbliche, in difficoltà ad affrontare il fenomeno».

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