Politica
mercoledì 14 gennaio 2026
Riscaldamenti fuori uso, Petrucci accusa la Provincia: «Disagi gravi per scuole e uffici»
newsDue situazioni critiche, un unico responsabile.
È questa la sintesi dell’intervento di Emanuele Petrucci, sindaco di Mombaroccio e coordinatore provinciale di Base Popolare, che punta il dito contro la Provincia di Pesaro e Urbino per il mancato funzionamento degli impianti di riscaldamento in diverse strutture pubbliche.
I disagi riguardano da settimane studenti e insegnanti del liceo Mamiani, sia nel plesso Tagliolini di via 11 Febbraio sia nel campus, e i dipendenti provinciali che lavorano nello stabile di via Gramsci, costretti – secondo quanto riferito – a operare con stufette elettriche accese sotto le scrivanie.
Una situazione definita particolarmente incomprensibile se si considera che il plesso Tagliolini è stato oggetto di una recente ristrutturazione, intervento che avrebbe dovuto garantire adeguati standard di comfort e sicurezza, a partire proprio dal corretto funzionamento degli impianti di riscaldamento.
Petrucci riferisce di aver effettuato un sopralluogo negli uffici provinciali, constatando come gran parte degli ambienti fosse riscaldata esclusivamente tramite stufe elettriche, con evidenti disagi per il personale e condizioni di lavoro che appaiono al limite di quanto previsto dalla normativa in materia di tutela della salute e sicurezza.
Nel mirino finiscono anche le dichiarazioni del presidente della Provincia Giuseppe Paolini, giudicate insufficienti.
Per il plesso Tagliolini viene riconosciuta l’esistenza di un problema strutturale dell’impianto e la necessità di interventi correttivi, mentre per le altre sedi – secondo Petrucci – si continuerebbe a confidare nel miglioramento delle condizioni climatiche, rinviando soluzioni concrete.
Il sindaco solleva infine una serie di quesiti sulla gestione dell’appalto per il servizio di riscaldamento, affidato alla stessa ditta sia per il liceo Mamiani sia per la sede provinciale di via Gramsci: dalla durata della proroga, che arriverebbe fino a dodici anni, ai rapporti tra tecnici interni e azienda appaltatrice, fino a eventuali segnalazioni sindacali rimaste senza risposta.
Viene inoltre segnalata la mancata disponibilità dei dati dell’appalto nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito provinciale, pur risultando presenti sulla piattaforma Anac.
«Trasparenza, sicurezza e rispetto dei diritti di studenti e lavoratori – conclude Petrucci – non possono essere considerati elementi secondari o rinviabili. Serve un’assunzione di responsabilità chiara e immediata».