Politica
mercoledì 07 gennaio 2026
Rifiuti nelle Marche, scontro sul termovalorizzatore: la Giunta accelera, l’opposizione dice no
news«Nessuno vuole una discarica o un termovalorizzatore sul proprio territorio, ma sulla gestione dei rifiuti non si può perdere tempo».
È una posizione netta quella espressa dall’assessore regionale ai Rifiuti Tiziano Consoli, che in un’intervista pubblicata sull’edizione odierna de Il Resto del Carlino ribadisce la necessità di realizzare un termovalorizzatore nelle Marche, definendolo una scelta impopolare ma inevitabile.
Secondo Consoli, occorre accelerare, puntando su un impianto realizzato con le tecnologie più avanzate e nel rispetto dell’ambiente.
Le dichiarazioni dell’assessore hanno suscitato immediate reazioni da parte dell’opposizione in Consiglio regionale.
Questa mattina, a Palazzo delle Marche ad Ancona, i gruppi di minoranza si sono riuniti in conferenza stampa insieme all’ex candidato presidente del centrosinistra ed europarlamentare PD Matteo Ricci.
A intervenire sul tema è stata la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Marta Ruggeri, che ha criticato l’assenza di elementi concreti sul progetto.
«Non si sa dove verrà realizzato né in quanto tempo – ha affermato – e sappiamo che serviranno almeno dieci anni. Non è chiaro nemmeno come verrà finanziato, visto che non ci sono incentivi. È inoltre sbagliata la narrazione secondo cui sarebbe l’Europa a imporlo».
Alla discussione si aggiunge anche la posizione dell’associazione “Marche a rifiuti zero”, che in una nota contesta l’idea che il termovalorizzatore sia una scelta obbligata.
Secondo l’associazione, la costruzione di un impianto di questo tipo richiederebbe anni e risorse ingenti, senza incidere nel breve periodo sull’aumento della Tari.
La vera alternativa, sostengono, sarebbe una politica regionale orientata alla prevenzione dei rifiuti, al riuso, alla riduzione degli imballaggi, alla tariffazione puntuale, al miglioramento della raccolta differenziata e allo sviluppo di filiere industriali del riciclo.
Il confronto politico sul futuro della gestione dei rifiuti nelle Marche resta dunque aperto, tra l’urgenza indicata dalla Giunta regionale e le proposte alternative avanzate dall’opposizione e dal mondo ambientalista.