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venerdì 19 giugno 2026

Rette nelle strutture residenziali, critiche al contributo regionale: “Misura insufficiente e accessibile a pochi”

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Rette nelle strutture residenziali, critiche al contributo regionale: “Misura insufficiente e accessibile a pochi”

Il contributo regionale destinato a sostenere il pagamento delle rette nelle strutture residenziali per anziani, persone con disabilità e cittadini con disturbi psichici continua a far discutere. 

Il provvedimento, presentato dalla Giunta regionale delle Marche come un intervento strategico e definito dal presidente Francesco Acquaroli una “pietra miliare”, prevede uno stanziamento complessivo di 9,6 milioni di euro nel biennio con un contributo fino a 250 euro al mese per i beneficiari.

Secondo le critiche rivolte alla misura, il fondo sarebbe però insufficiente rispetto alle esigenze reali delle famiglie, poiché potrebbe essere utilizzato da circa 1.600 persone, una quota inferiore al 15% dei potenziali destinatari. Inoltre, viene evidenziato come il provvedimento non compensi gli aumenti delle rette introdotti nel 2025 per le persone ospitate nelle residenze protette per anziani.

Al centro delle contestazioni vi è la DGR 1403/2025, che ha previsto un incremento della retta base per i non autosufficienti pari al 21,2%, passando da 33 euro a 40,57 euro al giorno, e un aumento del 62,6% per i posti dedicati alle persone con demenza, da 33 euro a 54,48 euro. 

Secondo i dati riportati, gli importi potrebbero ulteriormente crescere attraverso prestazioni aggiuntive, portando gli aumenti complessivi fino al 42,26% per i posti destinati ai non autosufficienti e fino al 96,61% per quelli dedicati alla demenza.

Tra le criticità segnalate vi è anche l’utilizzo di fondi europei destinati alla conciliazione tra tempi di vita, cura e lavoro, considerati da alcuni osservatori poco coerenti con le finalità dell’intervento. 

Secondo questa lettura, le risorse dovrebbero essere indirizzate principalmente al sostegno delle persone non autosufficienti che vivono al proprio domicilio, così da evitare che i familiari caregiver, spesso donne, siano costretti a lasciare o rinunciare al lavoro.

Ulteriori perplessità riguardano i requisiti di accesso al contributo, ritenuti particolarmente complessi, e le procedure amministrative richieste agli Ambiti Territoriali Sociali, già impegnati nella gestione di numerosi servizi e interventi sociali.

Nel documento viene inoltre ricordato che fino al 2022 la Regione Marche finanziava il Fondo di solidarietà, una misura strutturale da circa 3-3,5 milioni di euro l’anno destinata a sostenere le rette nei servizi residenziali per persone con disabilità e problemi di salute mentale. 

Fondo che, secondo i critici, non è stato più rifinanziato negli anni successivi.

Viene infine richiamata la Legge di Bilancio regionale 2025, che aveva previsto uno stanziamento di 4 milioni di euro per il triennio 2024-2026 a sostegno delle rette nelle strutture per anziani. 

Secondo quanto evidenziato, a quella previsione non sarebbe seguito alcun provvedimento attuativo.

Le critiche si concentrano quindi sulla necessità di misure considerate più strutturali e continuative, in grado di offrire risposte durature alle famiglie che negli ultimi anni hanno dovuto affrontare un progressivo aumento dei costi delle rette senza, secondo i contestatori, un corrispondente miglioramento dei servizi.

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