Politica
martedì 30 dicembre 2025
Referendum sulla giustizia, il comitato “Giusto dire no” presenta ad Ancona le dieci ragioni del no
news“Dieci buone ragioni per dire no”.
È questo il titolo della conferenza stampa che si è svolta questa mattina ad Ancona, nella sede dell’Ordine dei giornalisti delle Marche, promossa dal comitato “Giusto dire no” in vista del referendum sulla giustizia previsto per la prossima primavera.
Al centro dell’incontro le critiche alla riforma approvata dal Parlamento, sia per il metodo adottato sia per le conseguenze che potrebbe produrre sull’assetto costituzionale della giustizia.
Tra i relatori sono intervenuti il procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno e presidente dell’Anm Marche, Umberto Monti, il docente di diritto costituzionale dell’Università di Macerata, Giovanni Di Cosimo, e l’avvocato del foro di Fermo, Renzo Interlenghi.
Secondo i promotori, la riforma rischierebbe di sottoporre il pubblico ministero a un maggiore controllo dell’esecutivo, riducendo l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, con possibili ricadute negative sulle garanzie per i cittadini.
Tra le preoccupazioni evidenziate anche il pericolo di una scelta “pilotata” dei membri laici del Consiglio superiore della magistratura e l’effetto del sorteggio, che renderebbe il Csm “meno competente, meno efficiente e più indifeso”.
Nel corso della conferenza, Monti ha replicato alle dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, ricordando come “il caso Palamara sia stato scoperto grazie ai magistrati” e rappresenti “un esempio di indipendenza della magistratura”.
“La vittoria del no – ha affermato – garantisce una giustizia più giusta, autonoma e indipendente”.
Per Interlenghi non si tratta di una riforma meramente tecnica: “Dire no significa evitare uno scontro tra poteri e restituire ai cittadini il diritto di scegliere consapevolmente”.
Di Cosimo ha infine sottolineato come l’obiettivo principale della riforma non sia solo la separazione delle carriere, ma una ridefinizione dell’equilibrio tra potere politico e giudiziario.
A fare gli onori di casa il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche, Franco Elisei, che ha definito la sede dell’Odg “la casa della democrazia”, assicurando la disponibilità degli spazi anche al comitato per il sì, qualora ne faccia richiesta.