Politica
martedì 19 maggio 2026
Provincia di Pesaro e Urbino, il PD chiede un presidente unitario: “No a forzature e divisioni”
newsIl Partito Democratico di Pesaro e Urbino prende posizione in vista delle prossime elezioni del presidente della Provincia, in programma a luglio 2026, chiedendo con forza una soluzione unitaria e condivisa per evitare divisioni interne e indebolimenti istituzionali dell’ente.
A intervenire è Marco Perugini, capogruppo consiliare del Pd e segretario provinciale in pectore, che richiama la necessità di tornare allo spirito della “Casa dei Comuni”, ovvero un progetto politico e amministrativo capace di unire territori e amministratori attorno a una visione comune.
«Il Pd ha sempre sostenuto la lista unica e la soluzione unitaria, anche quando avrebbe potuto contare su numeri autonomi – afferma Perugini –. Lo abbiamo fatto con coerenza anche l’ultima volta. Invece qualcuno nel centrodestra ha scelto di contarsi e ha perso. Quando si usa la Provincia come terreno di bandiera, il risultato è sempre lo stesso: divisioni e debolezza».
Secondo il dirigente dem, la Provincia necessita oggi di maggiore autorevolezza e compattezza per affrontare temi strategici come infrastrutture, sanità, viabilità, servizi e rapporti istituzionali.
Perugini evidenzia inoltre come l’avvicinarsi delle elezioni politiche renda ancora più delicata la fase istituzionale: «Sarebbe un errore gravissimo aprire una frattura dentro un ente di secondo livello che deve essere guidato dagli amministratori e non piegato alle ambizioni dei partiti. La Provincia non può diventare il luogo delle rivincite personali o delle forzature di parte».
Da qui la proposta politica avanzata dal Pd: costruire un patto unitario attorno a una figura civica capace di rappresentare in modo equilibrato l’intero territorio provinciale.
«Se si vuole dare peso alla Provincia bisogna smetterla con le divisioni e i calcoli di parte. Serve un presidente che nasca da un accordo vero, non da una forzatura. Serve una guida che unisca, non che divida», conclude Perugini.