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giovedì 06 agosto 2026

Posti letto sociosanitari nelle Marche, il PD Pesaro critica la delibera regionale: "Costi sulle famiglie"

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Posti letto sociosanitari nelle Marche, il PD Pesaro critica la delibera regionale: "Costi sulle famiglie"

Il Partito Democratico di Pesaro interviene sulla Delibera della Giunta regionale delle Marche n. 999 del 4 agosto 2026, che prevede un incremento del 35% dei posti autorizzabili nelle strutture sociosanitarie, esprimendo un giudizio fortemente critico sul provvedimento.

Secondo il PD Pesaro, l'aumento dei posti disponibili in case di riposo, strutture per persone con disabilità, salute mentale e dipendenze non sarebbe accompagnato da un corrispondente incremento delle convenzioni e dei finanziamenti pubblici

Per questo motivo, il partito sostiene che il provvedimento comporti un'operazione "a costo zero" per il bilancio regionale, ma con un trasferimento dei costi direttamente alle famiglie che necessitano dei servizi.

Nel comunicato si afferma che, in assenza di copertura economica pubblica, le rette per i nuovi posti autorizzati ricadrebbero integralmente sui cittadini, con il rischio di rendere l'accesso ai servizi sociosanitari sempre più legato alla capacità economica delle famiglie. 

Il PD collega questa impostazione anche alle criticità del sistema sanitario regionale, sostenendo che le lunghe liste d'attesa favoriscano il ricorso alle prestazioni private da parte di chi può sostenerne i costi.

Un ulteriore elemento di critica riguarda la programmazione regionale

Il partito sostiene che l'aumento del 35% dei posti sia stato introdotto senza una preventiva analisi dei fabbisogni del territorio, evidenziando inoltre l'assenza, a suo giudizio, di interventi sull'assistenza domiciliare, di nuovi controlli sulla qualità dei servizi e di dati aggiornati sulle liste d'attesa per la disabilità.

Il PD Pesaro conclude chiedendo alla Regione Marche di destinare maggiori risorse al sistema sociosanitario pubblico e di adottare una programmazione che garantisca l'accesso ai servizi per le persone più fragili, contestando quella che definisce una politica che trasferisce progressivamente i costi su Comuni e famiglie.



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