Politica
mercoledì 06 maggio 2026
Porto di Ancona, Mastrovincenzo accusa: “Traffici di armi e silenzi della Regione Marche”
newsIl porto di Ancona al centro di un caso politico dopo l’operazione “Clean Shot”, condotta da Guardia di Finanza e Ufficio Dogane, che ha portato al sequestro di oltre 10 milioni di detonatori e 300mila munizioni.
A sollevare il tema è il consigliere regionale del Partito Democratico Antonio Mastrovincenzo, che accusa la giunta regionale guidata da Francesco Acquaroli di non aver fornito risposte adeguate a un’interrogazione presentata sul caso.
Secondo Mastrovincenzo, il ritrovamento del materiale esplosivo, che sarebbe stato stivato su un traghetto passeggeri e diretto a Cipro, rappresenta un segnale d’allarme per la sicurezza del territorio e dei cittadini.
Il consigliere sottolinea come l’episodio abbia generato preoccupazione ad Ancona, ma non abbia ricevuto una presa di posizione chiara da parte della Regione, che si sarebbe limitata a dichiarare la non competenza sulla vicenda.
Nel suo intervento, Mastrovincenzo evidenzia un possibile vuoto normativo e istituzionale nella gestione dei traffici di armamenti in transito.
Citando fonti come Altreconomia e Weapon Watch, il consigliere afferma che i carichi bellici stranieri verrebbero considerati “invisibili” ai fini del controllo parlamentare, pur essendo scortati e monitorati dalle autorità di pubblica sicurezza.
Una situazione definita “paradossale”, che secondo l’esponente del PD richiederebbe un maggiore coinvolgimento delle istituzioni locali, a partire dalla Prefettura di Ancona, per chiarire la portata del fenomeno.
Al centro delle preoccupazioni anche il rischio per i lavoratori portuali e per la cittadinanza, in caso di conferma del trasporto di materiale esplosivo su navi destinate al trasporto passeggeri.
Mastrovincenzo invita quindi la Regione a sollecitare protocolli di controllo più rigorosi e ad attivarsi presso il Governo per garantire trasparenza e sicurezza nelle operazioni portuali, ricordando il ruolo strategico di Ancona come sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale.
In conclusione, il consigliere richiama il valore simbolico della città, sottolineando come Ancona, candidata a Capitale Italiana della Cultura, non possa essere associata a dinamiche legate ai conflitti internazionali.
Un appello che si inserisce nel dibattito più ampio sul ruolo dei porti italiani nei traffici internazionali e sulla necessità di coniugare sviluppo economico, sicurezza e rispetto dei principi costituzionali.