Politica

venerdì 03 aprile 2026

Plasmagate Marche, opposizioni chiedono Commissione d’inchiesta: “Fare piena luce sulle responsabilità politiche”

news
Plasmagate Marche, opposizioni chiedono Commissione d’inchiesta: “Fare piena luce sulle responsabilità politiche”

Le opposizioni del Consiglio regionale delle Marche hanno annunciato il deposito della richiesta per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sul caso Plasmagate, con l’obiettivo di fare chiarezza sulle responsabilità politiche e gestionali emerse nelle ultime settimane. L’iniziativa, formalizzata con una nota congiunta, punta a garantire trasparenza ai cittadini e rispetto verso i donatori, escludendo ogni ipotesi di responsabilità a carico del personale tecnico e sanitario.

La richiesta arriva dopo i dati emersi dagli accessi agli atti, che documentano come tra l’11 e il 21 marzo siano state eliminate 323 sacche di plasma per il mancato rispetto dei tempi tecnici di lavorazione. Un numero che, secondo le opposizioni, rappresenta solo una parte del problema: altre 1.300 sacche risultano in una condizione critica, destinate con ogni probabilità allo smaltimento a causa del collasso operativo del sistema trasfusionale regionale.

Nel mirino finisce il Dipartimento Interaziendale Regionale di Medicina Trasfusionale (DIRMT), ritenuto snodo centrale nella gestione della filiera. Le opposizioni parlano di “cedimento dell’intera catena di comando e gestione”, giudicando inadeguate eventuali verifiche interne. Secondo i gruppi di minoranza, infatti, un’indagine interna rischierebbe di sovrapporre controllori e controllati, compromettendo l’imparzialità necessaria in una vicenda di tale portata.

Le conseguenze, sottolineano, sono già concrete: il fallimento gestionale costringerà la Regione Marche ad acquistare sul mercato internazionale farmaci salvavita, derivati proprio dal plasma raccolto, con un aggravio di spesa pubblica per rimediare a errori ritenuti evitabili.

Alla base della crisi, secondo la ricostruzione delle opposizioni, vi sarebbe una situazione strutturale già nota: l’Officina di Torrette soffre da tempo di carenza di personale e precarietà, fattori che avrebbero determinato una fuga di competenze e un rallentamento della capacità produttiva. Una criticità esplosa quando i flussi di raccolta hanno superato le possibilità di lavorazione, nonostante le segnalazioni di direzione sanitaria, associazioni come AVIS e organizzazioni sindacali.

Per questo, i gruppi di opposizione chiedono che la Commissione d’inchiesta accerti le responsabilità entro il 30 settembre 2026, con l’obiettivo di ristabilire fiducia tra istituzioni e comunità e restituire credibilità a un settore considerato strategico per il sistema sanitario regionale.

Primo, registrazione presso il Tribunale di Pesaro n°3/2019 del 21 agosto 2019. P.Iva 02699620411

Primo utilizza Cookie di terze parti per personalizzare gli annunci pubblicitari e analizzare il traffico in ingresso. Fornisce informazioni ai Partner sul modo in cui utilizzi il sito, i quali potrebbero utilizzarle secondo quanto previsto delle proprie norme. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie clicca su Maggiori Info. Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione acconsenti all’uso dei Cookie da parte dei servizi citati nell'Informativa Estesa.

Maggiori Info