Politica
martedì 31 marzo 2026
Plasma buttato nelle Marche, il PD chiede una commissione d’inchiesta regionale
newsScoppia il caso delle sacche di plasma finite nei rifiuti nelle Marche, con la richiesta di una commissione d’inchiesta regionale avanzata dai gruppi di opposizione.
A intervenire è la consigliera del Partito Democratico Micaela Vitri, che definisce l’episodio “un insulto ai donatori e ai malati”.
Secondo quanto dichiarato, la vicenda rappresenterebbe “la punta dell’iceberg di una gestione sanitaria in difficoltà”, con criticità segnalate già negli anni precedenti ma, secondo l’opposizione, mai affrontate adeguatamente.
Nel mirino anche la governance regionale, accusata di non aver dato seguito agli allarmi lanciati nel tempo.
Tra gli elementi evidenziati, la carenza di personale nei centri trasfusionali, con una riduzione dei tecnici e difficoltà operative nella gestione delle sacche di plasma.
Già nel 2023, viene ricordato, erano state avanzate proposte per evitare criticità nel sistema, rimaste però senza riscontro.
Ulteriori segnali di allarme sarebbero emersi nel 2025 e nei primi mesi del 2026, con comunicazioni interne che segnalavano problemi logistici, saturazione dei congelatori e difficoltà nella gestione delle scorte, fino al rischio di compromettere il servizio.
Per l’opposizione, il nodo centrale non riguarda solo lo smaltimento delle sacche, ma la mancata risposta agli avvisi e alle criticità segnalate, che avrebbe contribuito all’accumulo e al deterioramento del plasma.
Da qui la richiesta di una commissione d’inchiesta urgente, con l’obiettivo di fare piena luce sulla gestione del sistema trasfusionale, garantire trasparenza e individuare soluzioni per evitare il ripetersi di episodi simili, tutelando il contributo dei donatori e l’efficienza del servizio sanitario.