Politica
sabato 31 gennaio 2026
Piano rifiuti nelle Marche, Carrabs (Europa Verde): “Servono economia circolare e raccolta al 90%”
newsIl piano regionale dei rifiuti nelle Marche è stato al centro dell’intervento di Gianluca Carrabs, componente della direzione nazionale di Europa Verde, che questa mattina a Pesaro ha partecipato a un incontro pubblico sul tema.
Secondo Carrabs, il piano si fonda su un modello considerato superato, basato su incenerimento e discariche, in contrasto con gli orientamenti europei in materia ambientale.
Carrabs ha ricordato che la Commissione Europea entro il 2026 definirà nocive le emissioni di CO2 provenienti dagli impianti di incenerimento, inserendole tra le attività da disincentivare.
Alla luce di questo scenario, la scelta di puntare su nuovi impianti viene giudicata “fuori dal tempo” e non coerente con le politiche ambientali comunitarie.
L’esponente di Europa Verde ha ribadito la necessità di orientare il sistema regionale verso l’economia circolare, potenziando gli impianti di trattamento e portando la raccolta differenziata a livelli prossimi al 90%, con il riutilizzo dei rifiuti come risorsa per nuovi cicli produttivi.
Come esempio, è stata citata la decisione del Comune di Modena di dismettere il proprio inceneritore.
Nel corso dell’intervento è stato espresso timore per il possibile coinvolgimento del territorio pesarese nella realizzazione di un nuovo impianto.
Carrabs ha ricordato che Marche Multiservizi ha acquistato un’area a Talacchio destinata in passato a un biodigestore autorizzato ma mai realizzato, ritenuta ora potenzialmente idonea anche per un inceneritore.
Europa Verde ha quindi rivolto un appello alle amministrazioni locali di Pesaro, Vallefoglia e Urbino affinché prendano una posizione chiara sul piano regionale dei rifiuti, chiedendo di escludere la costruzione di nuovi impianti di incenerimento e di puntare su soluzioni alternative basate sulla riduzione, sul riciclo e sul recupero dei materiali.
Secondo Carrabs, il piano dei rifiuti dovrebbe rappresentare una scelta strategica per il futuro ambientale ed economico delle Marche, orientata alla sostenibilità e in linea con le direttive europee, evitando di scaricare sui territori i costi ambientali di un modello ritenuto ormai superato.