Politica
lunedì 13 aprile 2026
Pesaro, l'assessore Pandolfi: "Sul Progetto Sollievo la Regione torna indietro di 50 anni"
newsSi riaccende il confronto sul Progetto Sollievo nelle Marche, con il Comune di Pesaro che esprime forte contrarietà alla proposta di riforma in discussione in Regione.
L’assessore alle Politiche sociali Luca Pandolfi interviene definendo il disegno di legge «un passo indietro gravissimo», destinato a incidere su un modello costruito in oltre vent’anni di lavoro sul territorio.
Al centro della critica, lo spostamento della gestione del progetto dagli Ambiti Territoriali Sociali al Dipartimento di Salute mentale dell’Azienda sanitaria territoriale.
Una scelta che, secondo Pandolfi, rappresenta «non una questione tecnica, ma una precisa decisione politica», orientata a trasformare un progetto sociale in un servizio a prevalenza sanitaria.
L’assessore sottolinea come il Progetto Sollievo sia nato con l’obiettivo di promuovere inclusione, qualità della vita e sostegno alle famiglie, lavorando sulla dimensione sociale della salute mentale.
«Portarlo dentro il perimetro sanitario – evidenzia – significa snaturarne la funzione e perdere il legame con le comunità locali».
Secondo il Comune di Pesaro, la proposta comporterebbe anche un accentramento delle risorse, sottraendo competenze agli Ambiti territoriali che negli anni hanno garantito prossimità e conoscenza dei bisogni.
«Si rischia di creare una frattura tra chi conosce i territori e chi prende le decisioni», aggiunge Pandolfi, parlando di un arretramento culturale oltre che organizzativo.
Il tema sarà al centro anche del convegno in programma mercoledì 15 aprile alle ore 16:30 all’Auditorium Montani Antaldi di Pesaro, dal titolo “Sempre più sanitario, sempre meno sociale. Verso la riapertura dei manicomi?”, promosso dalle cooperative sociali T41A e T41B, che celebrano il loro 50° anniversario.
L’incontro rappresenterà un momento di confronto sul futuro della salute mentale, con l’obiettivo di difendere un approccio integrato che metta al centro persona, relazioni e comunità, evitando una semplificazione sanitaria di problematiche complesse.