Politica
giovedì 26 febbraio 2026
Pesaro, la maggioranza chiede la rimozione del primario Cicoli: «Inaccettabile promuovere la sanità privata»
newsI gruppi consiliari di maggioranza del Comune di Pesaro – Partito Democratico, Lista Biancani Sindaco, Una Città in Comune, Forza Pesaro, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle e Il Faro – denunciano quello che definiscono uno scandalo politico e istituzionale legato al comportamento del dottor Claudio Cicoli, primario dell’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia degli ospedali di Pesaro e Fano, accusato di pubblicizzare strutture sanitarie private a pagamento.
Secondo la maggioranza, il gesto rappresenta una violazione del codice deontologico e delle norme che regolano il rapporto tra sanità pubblica e attività privata, oltre a trasmettere un messaggio ritenuto dannoso per la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario.
La presa di posizione viene inserita in un contesto già segnato da gravi criticità, tra cui l’allungamento delle liste d’attesa e l’aumento della cosiddetta mobilità passiva verso altre regioni, che costringe molti pazienti a ricorrere a strutture private o a spostarsi fuori territorio per ricevere cure tempestive.
Nel documento diffuso, i gruppi consiliari sottolineano come la carenza di personale, la pressione sui Pronto Soccorso, le difficoltà dell’UMEE e le criticità nel settore della Salute Mentale rappresentino un quadro di forte sofferenza del servizio pubblico.
In questo scenario, viene giudicato inaccettabile che una figura apicale della sanità pubblica indirizzi i cittadini verso soluzioni a pagamento, rafforzando un modello che rischia di accentuare le disuguaglianze nell’accesso alle cure.
La maggioranza rivolge un appello formale al Presidente della Regione Marche, all’assessore regionale alla Sanità e al direttore dell’AST1, chiedendo la rimozione immediata del primario dall’incarico, l’avvio di un intervento ispettivo e la definizione di un piano strutturale per contrastare la mobilità passiva e rilanciare il ruolo centrale della sanità pubblica.
La posizione espressa si conclude con una dichiarazione di principio: la sanità viene definita un bene pubblico essenziale, che non può essere assimilato a una logica di mercato.
La tutela della salute, affermano i gruppi consiliari, deve rimanere un diritto universale garantito dal sistema pubblico, senza interferenze promozionali a favore del settore privato.