Politica
lunedì 01 dicembre 2025
Pesaro, il caso Tombaccia arriva in Europa: la Commissione UE richiama l'Italia su trasparenza
newsLa Commissione UE interviene sul caso Tombaccia
È un passaggio istituzionale di rilievo quello compiuto dalla Commissione europea con la lettera inviata il 28 novembre 2025 a Roberto Malini, cofondatore del Comitato Pesaro: NO GNL.
Il documento, firmato dal Capo Unità della DG Ambiente Nicola Notaro, affronta in modo diretto i punti sollevati dal Comitato negli ultimi mesi riguardo l’area industriale di Tombaccia, individuata per il progetto di un impianto di liquefazione del metano proposto da Fox Petroli/EcoFox.
Nella comunicazione Bruxelles richiama le normative europee in tema di trasparenza, responsabilità ambientale, prevenzione dei danni, controllo delle emissioni industriali, partecipazione pubblica e protezione dei difensori dell’ambiente.
Un riconoscimento formale delle criticità denunciate dagli attivisti e del contesto giudiziario che li vede coinvolti in un’azione civile ritenuta dagli osservatori internazionali una SLAPP.
Accesso ai dati, controlli e doveri delle autorità
La Commissione ricorda che le autorità pubbliche devono garantire l’accesso alle informazioni ambientali senza ostacoli e senza necessità di motivazioni specifiche da parte dei cittadini.
I richiami riguardano anche gli obblighi di vigilanza sugli impianti industriali che ricadono nella normativa sulle emissioni e sulle misure preventive contro la contaminazione del suolo e delle acque.
Bruxelles sottolinea che i cittadini devono poter attivare le amministrazioni competenti in presenza di possibili danni ambientali e, in caso di inerzia, avere a disposizione ricorsi effettivi presso organismi indipendenti.
La Commissione cita inoltre la Direttiva europea anti-SLAPP, già in vigore, ribadendo l’obbligo degli Stati membri di proteggere chi partecipa alla vita pubblica da procedimenti intimidatori o sproporzionati.
Un caso osservato da ONU, UE e società civile internazionale
La vicenda è seguita da numerosi organismi internazionali, tra cui il Relatore Speciale ONU per i difensori dei diritti umani, CASE, FrontLine Defenders, The Good Lobby, Ossigeno per l’Informazione, OBCT e il Business & Human Rights Resource Centre.
Anche il Focal Point governativo istituito in Italia per monitorare le SLAPP sta seguendo il caso.
La causa civile da 2 milioni di euro intentata contro Roberto Malini e Lisetta Sperindei è considerata uno degli episodi più gravi a livello europeo. Gli attivisti parlano della lettera come di “un passo di democrazia” e ribadiscono che la trasparenza e la sicurezza ambientale rappresentano un diritto fondamentale delle comunità.
Un precedente politico e giuridico di rilievo europeo
Il documento della Commissione europea ha valore che va oltre il caso pesarese, trasformandolo in un banco di prova sul rispetto dei diritti ambientali, della partecipazione civica e della protezione dei difensori dei diritti umani. Il richiamo istituzionale conferma che i principi di precauzione, prevenzione e trasparenza non sono negoziabili e che gli Stati membri devono garantire strumenti effettivi di tutela ai cittadini.