Politica
mercoledì 15 aprile 2026
Pesaro, defibrillatori nelle palestre: il Comune chiarisce su sostituzioni e responsabilità
newsIl tema della dismissione e sostituzione dei defibrillatori (Dae) nelle palestre comunali e scolastiche è stato al centro del Consiglio comunale di Pesaro, con un’interrogazione del consigliere Dario Andreolli.
A rispondere è stata l’assessora allo Sport Mila Della Dora, che ha chiarito il quadro normativo e operativo.
L’assessora ha ricordato come Pesaro rappresenti un modello virtuoso di cardioprotezione urbana, con oltre 60 defibrillatori pubblici presenti sul territorio, gestiti e monitorati dal Comune in collaborazione con la Croce Rossa Italiana e altre realtà locali. I costi di manutenzione e controllo sono interamente sostenuti dall’Amministrazione.
Dal punto di vista normativo, tuttavia, l’obbligo di dotarsi e mantenere i Dae durante le attività sportive ricade su società e associazioni sportive dilettantistiche, non sul Comune.
La comunicazione inviata a febbraio alle società aveva infatti l’obiettivo di segnalare la necessità di sostituire alcuni dispositivi giunti a fine vita (10 anni), a seguito di verifiche tecniche.
Per affrontare il tema, l’Amministrazione ha proposto una soluzione basata su un acquisto condiviso tra le società sportive, così da ridurre i costi.
Il Comune continuerà a occuparsi della manutenzione e gestione, alleggerendo gli oneri nel lungo periodo.
L’iniziativa ha registrato l’adesione di circa 30 società sportive, consentendo l’acquisto di 20 nuovi defibrillatori, destinati ad altrettante palestre, con sostituzione prevista a breve.
Secondo Della Dora, si tratta di un intervento necessario per garantire sicurezza e conformità normativa, evitando l’utilizzo di strumenti obsoleti.
L’assessora ha inoltre sottolineato come la maggioranza delle società abbia accolto positivamente la proposta, mentre una sola realtà avrebbe sollevato criticità.
Il consigliere Andreolli ha riconosciuto il valore del progetto per la città, ma ha evidenziato criticità nella gestione e nella chiarezza delle procedure, sottolineando come l’intervento del Comune sia stato percepito come tardivo e chiedendo maggiore definizione delle linee guida condivise con le società sportive.