Politica
venerdì 12 giugno 2026
Pediatri nelle Marche, allarme carenze: “Mancano già 13 specialisti e 48 andranno in pensione entro il 2029”
newsLa carenza di pediatri di libera scelta nelle Marche preoccupa il Consiglio regionale e le famiglie del territorio.
Durante la seduta dell’Assemblea legislativa, il consigliere regionale Andrea Nobili ha interrogato la giunta e l’assessore alla Sanità sul futuro dell’assistenza pediatrica nella regione, definendo la situazione “da allarme rosso”.
Secondo i dati illustrati da Nobili, nelle Marche mancano già 13 pediatri di libera scelta, mentre 48 professionisti raggiungeranno l’età pensionabile entro il 2029.
Un quadro che rischia di aggravare ulteriormente la difficoltà di garantire un’adeguata copertura sanitaria ai bambini e alle loro famiglie.
Pochi incarichi assegnati
A preoccupare è anche l’esito della recente procedura regionale di assegnazione degli incarichi, che avrebbe portato soltanto a quattro incarichi a tempo indeterminato.
Nobili ha sottolineato come, a fronte di 22 domande presentate da medici interessati, solo cinque professionisti si siano effettivamente presentati all’incontro convocato il 27 maggio dall’Ast di Ancona, e uno di loro abbia successivamente rinunciato scegliendo un altro incarico.
I numeri della Fondazione Gimbe
Il consigliere regionale richiama inoltre le stime della Fondazione Gimbe, secondo cui al 1° gennaio 2025 nelle Marche si registrava già una carenza di 13 pediatri, calcolata sul rapporto ottimale di un pediatra ogni 850 assistiti.
Il dato regionale evidenzia inoltre una pressione superiore alla media nazionale: nelle Marche ogni pediatra segue in media 926 assistiti, contro una media italiana di 917.
La richiesta di un piano regionale
Per Nobili non si tratta di una difficoltà episodica, ma di un problema strutturale che riguarda un settore particolarmente delicato della sanità pubblica.
Da qui la richiesta alla Regione Marche di predisporre un piano specifico e interventi mirati per rafforzare l’assistenza pediatrica territoriale.
Secondo il consigliere, non bastano comunicazioni formali o misure temporanee: è necessario intervenire sulla programmazione, sulla distribuzione dei professionisti e sulla vicinanza dei servizi ai luoghi in cui vivono le famiglie.
L’assistenza di prossimità al centro del dibattito
Nel suo intervento, Nobili ha evidenziato come un servizio sanitario possa essere considerato realmente efficace solo se risponde anche a criteri concreti di accessibilità e prossimità.
In particolare, ha sottolineato l’importanza di garantire presidi vicini ai territori e alle comunità, soprattutto per i bambini e per le famiglie che necessitano di continuità assistenziale.
La questione si inserisce in un dibattito più ampio sul futuro della sanità territoriale nelle Marche, già alle prese con carenze di personale medico e difficoltà nel garantire servizi capillari ne