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venerdì 13 febbraio 2026

Neonata trasferita a Bologna, M5S attacca la Regione: “Smantellata la Cardiochirurgia Pediatrica di Torrette”

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Neonata trasferita a Bologna, M5S attacca la Regione: “Smantellata la Cardiochirurgia Pediatrica di Torrette”

Una neonata di appena tre mesi, in condizioni critiche e con necessità di Ecmo (ossigenazione extracorporea a membrana), è stata trasferita per oltre tre ore verso Bologna perché il centro di riferimento regionale non era operativo. 

Il caso è stato denunciato dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Marta Ruggeri, che punta il dito contro la gestione della Cardiochirurgia Pediatrica degli Ospedali Riuniti di Ancona.

Secondo la consigliera, quanto accaduto non rappresenta un episodio isolato ma il risultato di scelte politiche precise che avrebbero portato a un progressivo depotenziamento del reparto. 

Ruggeri afferma che la Cardiochirurgia Pediatrica non sarebbe stata temporaneamente sospesa, ma “smantellata sotto gli occhi della Giunta regionale”, con conseguenze dirette sulla sicurezza dei piccoli pazienti marchigiani e delle regioni limitrofe.

La capogruppo M5s annuncia la presentazione di un’interrogazione consiliare per chiarire la situazione del reparto, sottolineando come dal giugno 2023 si sia assistito a un progressivo ridimensionamento: dimissioni non sostituite, riduzione dei posti letto, sala operatoria chiusa o attiva solo parzialmente, personale insufficiente e utilizzo del reparto per far fronte ad altre emergenze sanitarie.

Nel mirino anche l’assenza di una guida stabile. 

Ruggeri evidenzia come, dopo l’uscita di figure apicali come i dottori Pozzi e Filippelli, la Regione non abbia ancora individuato un primario e un progetto di rilancio per un presidio considerato strategico e salvavita.

Tra i quesiti posti con l’interrogazione figurano l’esistenza di un piano per la piena riattivazione della Cardiochirurgia Pediatrica, i tempi per la nomina di un primario di alto profilo e le modalità con cui si intende garantire la gestione delle emergenze senza costringere le famiglie a lunghi trasferimenti fuori regione.

Secondo la consigliera pentastellata, la Regione avrebbe scelto di non investire in un’eccellenza pubblica che rappresentava un patrimonio sanitario e umano per il territorio. 

Ruggeri conclude chiedendo chiarezza politica sul futuro del reparto e sostenendo che il silenzio istituzionale rischia di mettere in pericolo la tutela dei pazienti più fragili.

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