Politica

martedì 29 novembre 2022

Marchionni e Redaelli: "La strategia migliore è il mantenimento di tre punti nascita provinciali"

Marchionni e Redaelli: "La strategia migliore è il mantenimento di tre punti nascita provinciali"

di Giulia Marchionni e Michele Redaelli consiglieri comunali

Il campanilismo non è mai una buona idea.

Se non fosse che parliamo di un tema reale, sentito e profondamente attenzionato dalle famiglie, si potrebbe pensare che la storia del punto nascita di Pesaro sia quasi una soap-opera. 

Difficilmente si può dimenticare quando nel 2020 la giunta Ceriscioli, per ragioni legate al covid decise di chiudere il reparto materno infantile di Pesaro. 

La necessità reale di liberare spazi necessari all’apertura di nuove terapie intensive per fronteggiare l’epidemia non lasciava grandi margini di manovra. Con l’avvento della nuova giunta Acquaroli, il consigliere regionale Baiocchi e l’assessore Saltamartini prendendo in mano il dossier della mancanza di un reparto materno infantile a Pesaro, hanno fin da subito condiviso l’opportunità di prevederne la riapertura non soltanto dando voce alle istanze delle famiglie pesaresi, ma anche e soprattutto guardando ai dati.

E i dati parlano chiaro: negli scorsi due anni con la chiusura del punto nascita a Pesaro i bambini sono nati a Urbino, a Fano e soprattutto a Rimini.  

Ora, da una giunta che ha fatto dell’analisi dei dati il motore per delineare la propria azione concreta ed iniziare a risolvere le innumerevoli criticità sanitarie, non ci si poteva aspettare altro.

La mobilità passiva ha iniziato ad incidere prepotentemente anche in ambito ostetrico/ginecologico e per questo è del tutto evidente che la decisione della giunta di riaprire il punto nascita a Pesaro ne sia la naturale conseguenza. 

Pur comprendendo le difficoltà legate alla scarsità del personale (difficoltà che però riguardano ogni reparto) non è pensabile che una situazione venutasi a creare in un momento di emergenza come quello del Covid diventi strutturale e definitiva. Il tema non riguarda soltanto il punto nascita quanto piuttosto la mancanza di un reparto materno infantile nella città di Pesaro.

E più di una volta abbiamo sollecitato la precedente giunta regionale e anche l’attuale nella richiesta di garantire almeno una guardia ostetrica e una guardia pediatrica al San Salvatore. 

La decisione di riaprire il reparto materno infantile a Pesaro non può che andare in questa direzione anche perchè, non dimentichiamolo, si parla di salute e di garantire la migliore struttura possibile per accogliere mamme e bambini, fornendo tutto il supporto prevedibile in termini di assistenza medica emergenziale.

Perché il vero tema è l’emergenza sia da un punto di vista ostetrico che da un punto di vista pediatrico.

Non è pensabile che l’intera vallata del Foglia con una città capoluogo di provincia che ha quasi 100.000 abitanti rimanga priva del reparto materno infantile e quindi di ginecologi e pediatri che garantiscano le proprie cure.

Capiamo però che politicamente la vera sfida vada oltre a tutto questo: costruire la migliore strategia possibile per il futuro, una strategia che si lasci alle spalle i criticoni per partito preso che contestano ogni singola iniziativa della Regione e che metta da parte il campanilismo e guardi piuttosto al bene di tutti. 

Se il tema è quello di realizzare un unico punto nascita provinciale, la richiesta è legittima, anche se, pur comprendendo lo sforzo organizzativo delle strutture e del personale che non manca mai di rispondere generosamente alle richieste, riteniamo che la strategia migliore sia il mantenimento di tre punti nascita provinciali, magari prevedendo nella nuova struttura pesarese un reparto materno infantile all’avanguardia e con tutte le specialità emergenziali dedicate ai nascituri.

Ovviamente questo, come altri temi, saranno il cuore del prossimo piano socio - sanitario che la giunta affronterà. Attendiamo fiduciosi.

Giulia Marchionni, capogruppo Prima c’è Pesaro

Michele Redaelli, capogruppo Forza Italia 


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