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martedì 23 dicembre 2025

Marche: PD critica il DEFR 2026, denunciate carenze su lavoro, giovani e sicurezza

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Marche: PD critica il DEFR 2026, denunciate carenze su lavoro, giovani e sicurezza

I consiglieri regionali del Partito Democratico, Antonio Mastrovincenzo e Fabrizio Cesetti, hanno sollevato pesanti critiche al Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) della giunta Acquaroli, evidenziando scarsa attenzione ai temi del lavoro, dei giovani, della sicurezza e della formazione professionale.

Secondo Mastrovincenzo, la Regione continua a sottovalutare le difficoltà delle famiglie marchigiane: «Diminuisce il ricorso alle assunzioni a tempo indeterminato, mentre le forme di lavoro atipico rappresentano il 45% delle assunzioni. 

Siamo primi in Italia per rapporti intermittenti, un primato negativo. Nel terzo trimestre 2025 gli occupati sono scesi a 652.000 (-1,2%) e gli inattivi sono aumentati del 4,5%».

Il consigliere segnala anche il ricorso crescente alla cassa integrazione (+15% nel primo semestre 2025) e il calo previsto delle assunzioni nei prossimi mesi (-3.000 secondo Excelsior). 

«Il sistema formativo regionale – aggiunge Mastrovincenzo – resta inadeguato per il 49% delle imprese marchigiane, diventando un ostacolo per l’inserimento di nuovo personale. In un anno hanno chiuso 471 aziende e nel DEFR non si menziona la necessità di riformare la formazione».

Cesetti punta l’attenzione sui giovani e sulla fuga di cervelli: «Il DEFR avrebbe potuto delineare una strategia per offrire opportunità lavorative concrete ai giovani, aumentare salari e produttività e stimolare investimenti in settori a maggiore valore aggiunto. Non c’è traccia neppure della proposta di salario minimo negli appalti pubblici, soluzione concreta per migliorare le retribuzioni».

Infine, i consiglieri denunciano il mancato impegno sulla sicurezza sul lavoro: «Nei primi dieci mesi del 2025, nelle Marche 25 persone hanno perso la vita sul lavoro, 10 in più rispetto all’anno precedente. Il DEFR menziona la sicurezza appena di passaggio, senza prevedere controlli, formazione continua e campagne di sensibilizzazione necessarie per tutelare i lavoratori».

Mastrovincenzo e Cesetti concludono ribadendo la necessità di rivedere le politiche regionali sul lavoro, sui giovani e sulla sicurezza: «Da cinque anni chiediamo interventi concreti, ma restiamo inascoltati. La nuova legislatura non sembra intenzionata a cambiare rotta».

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