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mercoledì 24 dicembre 2025

Manovra da 6,1 miliardi: il Consiglio regionale delle Marche approva bilancio e legge di stabilità 2026

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Manovra da 6,1 miliardi: il Consiglio regionale delle Marche approva bilancio e legge di stabilità 2026

Il Consiglio regionale delle Marche ha approvato, dopo una seduta durata circa dieci ore, la legge di stabilità 2026 e il bilancio di previsione per il triennio 2026-2028. 

La manovra complessiva ammonta a 6,1 miliardi di euro e definisce le principali linee di spesa per il prossimo anno.

Tra gli stanziamenti previsti per il 2026 figurano 30 milioni di euro per il trasporto pubblico locale, 2,4 milioni per l’Agenzia per il turismo e l’internazionalizzazione delle Marche (Atim), 3,8 milioni per la protezione della fauna selvatica e 2,3 milioni per l’istituzione e la gestione delle aree naturali protette. 

Altri fondi sono destinati alle comunità montane, con 5,4 milioni, e al sistema regionale di protezione civile, che potrà contare su 9,4 milioni di euro.

Nella Tabella E, relativa alle autorizzazioni di spesa, vengono impegnati complessivamente 288,7 milioni di euro. Le risorse spaziano dai 900mila euro per facilitare l’accesso al credito delle imprese marchigiane ai 2,3 milioni per il finanziamento dei corsi professionali universitari, passando per il milione destinato alla realizzazione della nuova scuola di Corridonia, nel Maceratese, e per i 5 milioni assegnati ai Comuni per la messa in sicurezza delle mura storiche. 

Il milione di euro tradizionalmente destinato ai consiglieri regionali sarà invece impiegato, su proposta della commissione bilancio, per le politiche giovanili.

Soddisfazione è stata espressa dalla relatrice di maggioranza, Jessica Marcozzi (Forza Italia), che ha sottolineato il mantenimento delle agevolazioni fiscali a favore di associazioni e imprese, evidenziando l’attenzione rivolta anche ai giovani e il rispetto degli impegni assunti in campagna elettorale.

Critica invece la posizione della relatrice di minoranza, Micaela Vitri (Partito Democratico), che ha evidenziato come le risorse destinate alla sanità restino ferme al 75% dell’intero bilancio. Secondo Vitri, pur pesando voci come infrastrutture e trasporti, continuano a mancare fondi adeguati per le fragilità, in particolare per la salute mentale, le persone con disabilità e la terza età.

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