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giovedì 26 febbraio 2026

Legge Montagna 131/2025, i comuni marchigiani esclusi protestano contro i nuovi criteri

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Legge Montagna 131/2025, i comuni marchigiani esclusi protestano contro i nuovi criteri

La nuova Legge Montagna 131/2025 ha suscitato forte malcontento nelle Marche, con l’esclusione di numerosi comuni storicamente montani. 

I sindaci interessati hanno espresso indignazione per i criteri adottati, ritenuti inadeguati e dannosi per territori già fragili, caratterizzati da spopolamento, infrastrutture limitate e difficoltà di accesso ai servizi sanitari e scolastici.

Il Partito Democratico, con la Segretaria regionale Chantal Bomprezzi e il deputato marchigiano Augusto Curti, ha preso posizione al fianco dei sindaci, criticando il rifiuto in Parlamento dell’ordine del giorno che chiedeva una proroga per rivedere i parametri sulla regione. 

«La montagna non è una variabile numerica: è una condizione strutturale che richiede attenzione e strumenti adeguati», spiega Curti.

Dure le reazioni dei primi cittadini dei comuni esclusi. La Sindaca di Appignano del Tronto, Sara Moreschini, denuncia l’ingiustizia della norma che ha escluso 29 comuni marchigiani, mentre comuni come Ascoli Piceno sono stati inseriti nella classificazione. 

Il Sindaco di Colmurano, Mirko Mari, sottolinea il rischio di perdita di attrattività economica e difficoltà nel trattenere i giovani. 

Emanuele Feduzi, Sindaco di Fermignano, parla di danni economici incalcolabili dovuti alla media altimetrica fissata a 350 metri, non rispondente alle caratteristiche degli Appennini. 

La Sindaca di Arcevia, Marisa Abbondanzieri, aggiunge la necessità di maggiori fondi FOSMIT per sostenere l’agricoltura e contrastare lo spopolamento.

Il Partito Democratico annuncia che continuerà a vigilare e a promuovere iniziative per difendere le aree interne marchigiane, rivendicando attenzione e risorse adeguate per territori storicamente montani e vulnerabili.

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