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sabato 27 dicembre 2025

Legge di bilancio, Ricci: «Fotografia negativa, senza PNRR l’Italia sarebbe in recessione»

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Legge di bilancio, Ricci: «Fotografia negativa, senza PNRR l’Italia sarebbe in recessione»

«Se guardiamo la legge di bilancio attuale e quelle precedenti abbiamo una fotografia molto negativa»: è il giudizio espresso da Matteo Ricci, europarlamentare del Partito Democratico, intervenuto questa mattina ad Omnibus su La7. 

Secondo Ricci, negli ultimi anni l’aumento dei prezzi non è stato accompagnato da una crescita degli stipendi, determinando una perdita significativa del potere d’acquisto per lavoratori e famiglie.

Un altro nodo centrale riguarda il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. 

Ricci ha sottolineato come, senza le risorse del PNRR, l’Italia sarebbe oggi in recessione, criticando l’assenza di una strategia nella legge di bilancio per chiedere una proroga dei tempi di realizzazione degli interventi. 

Una posizione che, a suo avviso, contrasta con quanto sta avvenendo in sede europea, dove si lavora proprio per un allungamento delle scadenze. 

In questo contesto, l’europarlamentare ha puntato il dito contro il Commissario Fitto e il Governo, accusati di opporsi a qualsiasi proposta di proroga.

Ricci ha poi evidenziato le criticità sul fronte della sanità pubblica, ricordando come la spesa sanitaria si attesti intorno al 6% del PIL, una soglia ritenuta insufficiente per garantire la tenuta del sistema pubblico e per sostenere adeguate politiche economiche e sociali.

Nel suo intervento, l’europarlamentare ha definito l’attuale manovra «la più inutile e litigiosa della storia repubblicana», parlando di un Ministro dell’Economia di fatto commissariato durante la trattativa e di un iter parlamentare segnato da tensioni senza precedenti, culminate nel maxi emendamento finale.

Ricci ha infine ribadito quali sarebbero state, a suo giudizio, le priorità mancate: una politica economica europea più incisiva, maggiori investimenti in sanità e istruzione pubblica e misure rivolte ai giovani, come la detassazione per favorire il rientro di chi lavora all’estero. 

Critica anche la scelta di limitarsi a un aumento di pochi euro per le pensioni minime, definito «più una mancanza di rispetto che un vero sostegno».

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