Politica
martedì 03 marzo 2026
Comuni montani: Vitri (PD) chiede alla Giunta regionale di rivedere i criteri che penalizzano Pesaro Urbino
news“Una riforma inaccettabile che penalizza ancora una volta la provincia di Pesaro e Urbino”.
Con queste parole la consigliera regionale Micaela Vitri ha discusso in Consiglio regionale un’interrogazione sulla legge Calderoli, chiedendo alla Giunta Acquaroli di intervenire sulla definizione dei Comuni montani.
Secondo i dati illustrati, dei 29 Comuni esclusi nelle Marche, ben 15 appartengono alla provincia di Pesaro e Urbino, configurando una disparità territoriale significativa.
Vitri ha sottolineato inoltre come la riforma colpisca in modo particolare il mondo agricolo, senza che vi sia stata una presa di posizione netta da parte dell’assessorato competente e del presidente della Commissione Agricoltura, il parlamentare Mirco Carloni.
Nel dibattito in aula è emersa anche una spaccatura interna alla Giunta regionale.
L’assessore Consoli ha infatti ammesso che solo due assessori su sei hanno sostenuto la necessità di modificare i criteri della legge, mentre l’assessore all’Agricoltura Rossi ha espresso posizioni favorevoli al provvedimento.
Vitri ha chiesto formalmente alla Giunta regionale di intraprendere azioni urgenti nei confronti del Governo nazionale per ottenere una proroga di sei mesi dei termini previsti dal decreto attuativo, così da consentire una revisione approfondita dei criteri di classificazione dei Comuni montani.
Il documento congiunto firmato da 29 sindaci marchigiani evidenzia conseguenze economiche definite estremamente gravi.
L’esclusione comporta la perdita dell’accesso al Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FOSMIT) per la messa in sicurezza del territorio, della flat tax al 15% per le microimprese giovanili, degli sgravi contributivi per il lavoro agile, dei crediti d’imposta per l’acquisto e la ristrutturazione delle abitazioni principali, oltre ai benefici per personale sanitario e scolastico, al bonus natalità, agli incentivi per medici e pediatri e all’esenzione IMU sui terreni agricoli.
A queste criticità si aggiungono le ripercussioni sulle autonomie scolastiche, che rischiano di aggravare ulteriormente il processo di spopolamento delle aree interne.
“L’obiettivo è rivedere immediatamente i criteri adottati – conclude Vitri – garantendo equità e attenzione reale verso i territori che più di altri hanno bisogno di sostegno”.