Politica

martedì 20 luglio 2021

«La nuova legge regionale sulle case popolari non tutela le fasce più deboli», dicono Mengucci e Della Dora

«La nuova legge regionale sulle case popolari non tutela le fasce più deboli», dicono Mengucci e Della Dora

di Ufficio Stampa

«Il principio deve essere uno: garantire soluzioni abitative alle fasce sociali più deboli. È questo il cardine su cui deve muoversi l’assegnazione degli alloggi popolari. Ed è questo criterio che non è stato rispettato», così le assessore alla Solidarietà Sara Mengucci, anche presidente del comitato dei sindaci dell’aTS1 e di Mila Della Dora, con delega alle Politiche per la casa dopo l’approvazione del Consiglio regionale, della legge che riforma i criteri di assegnazione degli alloggi popolari nelle Marche. 

Case che, in parte, nei comuni oltre i 5mila abitanti, saranno riservate alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco, «facendo saltare, di fatto, il criterio della priorità per coloro che hanno redditi più bassi. Difficile che in questa fascia ricada chi percepisce, in quanto dipendente statale, uno stipendio fisso». 

Nulla contro le forze dell’ordine dunque per Mengucci e Della Dora che sottolineano come invece sia «doveroso riflettere sul momento storico che stiamo attraversando. La pandemia ha acuito l’emergenza lavorativa e ha incrementato, conseguentemente, quella abitativa: chi non ha più lavoro non può permettersi di pagare l’affitto, né richiedere mutui, concessi solo a chi ha contratti sicuri». 

La nuova legge prevede la riserva, fino a un terzo degli alloggi anche per famiglie monoparentali, nuclei familiari composti da under 35 e vittime di violenza domestica. 

«Ci sono altre forme di supporto - aggiungono -, che possono dare risposte più efficaci ad altre fasce sociali, come ad esempio i giovani, per i quali devono essere ripensate le politiche di edilizia agevolata, in modo tale da offrire canoni di affitto bassi e la possibilità di riscattare l’abitazione». 

Apprezzata, invece, la scelta di riservare appartamenti popolari alle vittime di violenza domestica, come richiesto anche dall’emendamento presentato dalla consigliera regionale Micaela Vitri: «Le donne sono coloro che spesso, per prime, vivono problematiche abitative difficili da superare in quanto costrette, per evitare la violenza, ad uscire di casa» concludono Mengucci e Della Dora. 

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