Politica
lunedì 15 dicembre 2025
IVG farmacologica nelle Marche: interrogazione per garantire accesso uniforme alla RU486
newsLa Regione Marche deve chiarire le modalità di accesso all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) farmacologica e assicurare l’applicazione uniforme delle linee guida nazionali su tutto il territorio regionale.
Lo afferma Marta Ruggeri, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, che ha depositato un’interrogazione dopo le dichiarazioni dell’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro.
La legge 194/1978 e la circolare ministeriale del 12 agosto 2020 prevedono l’uso della pillola abortiva RU486 anche in regime ambulatoriale e consultoriale, con autosomministrazione domiciliare della seconda dose in condizioni di sicurezza clinica.
Nonostante ciò, le Marche non hanno ancora recepito formalmente tali indicazioni né definito linee operative vincolanti, determinando disomogeneità tra le strutture sanitarie regionali.
Solo l’Ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno si è adeguato alle linee ministeriali, mentre molte strutture continuano ad applicare il protocollo del 2016, ormai obsoleto.
L’interrogazione chiede alla Giunta regionale di adottare procedure uniformi, garantire l’effettiva erogazione dell’IVG farmacologica in tutte le aree e rafforzare il ruolo dei consultori come luoghi pubblici di ascolto neutrale e scientificamente fondato.
Ruggeri sottolinea che la presenza di associazioni antiabortiste nei consultori può compromettere il diritto delle donne a informazioni corrette e non condizionanti.
Le dichiarazioni dell’assessore sul diritto all’IVG devono ora tradursi in atti concreti per garantire un servizio sanitario pubblico sicuro, moderno e uniforme su tutto il territorio marchigiano.