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martedì 27 ottobre 2026

Inchiesta sisma, il caso arriva alla Camera: il PD chiede a Meloni di riferire in Parlamento

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Inchiesta sisma, il caso arriva alla Camera: il PD chiede a Meloni di riferire in Parlamento

L’inchiesta sulla ricostruzione post-sisma nelle Marche arriva alla Camera dei deputati. Augusto Curti e Irene Manzi, deputati del Partito Democratico, hanno chiesto insieme alle altre forze di opposizione che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, riferisca con urgenza in Parlamento sull’operazione “Ricostruzione”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona.

A illustrare la richiesta è stato Curti, che ha collegato l’iniziativa parlamentare al decimo anniversario delle scosse più forti che colpirono il Centro Italia. Secondo il deputato dem, l’attenzione pubblica avrebbe dovuto concentrarsi sui risultati raggiunti nella ricostruzione e sugli interventi ancora necessari, mentre l’inchiesta giudiziaria ha portato alla luce una vicenda che, a suo giudizio, richiede chiarimenti anche sul piano istituzionale.

Otto arresti e sequestri per oltre 57 milioni: il PD chiede chiarimenti sui controlli

Nel suo intervento, Curti richiama i numeri dell’indagine: otto arresti, 51 persone indagate e sequestri per oltre 57 milioni di euro. Le ipotesi investigative comprendono corruzione, truffa aggravata, turbativa d’asta e possibili infiltrazioni della criminalità organizzata, con riferimenti alla camorra e alla ’ndrangheta negli appalti legati alla ricostruzione.

Il deputato sottolinea che l’accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità penali spetta alla Magistratura, nel rispetto della presunzione d’innocenza. Al Governo, tuttavia, chiede di chiarire come sia stato possibile arrivare alla situazione emersa dall’inchiesta e quale efficacia abbiano avuto i meccanismi di vigilanza e controllo sulle risorse e sugli appalti.

Curti attacca la «filiera» politica di Fratelli d’Italia

Una parte centrale dell’intervento riguarda Fabio Pistarelli, esponente di Fratelli d’Italia ed ex capo di gabinetto del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, citato da Curti nel quadro dell’inchiesta.

Il deputato dem richiama la cosiddetta «filiera» politica più volte rivendicata dalla destra, dal Governo alla Regione Marche fino alla struttura commissariale guidata dal senatore Guido Castelli. Da qui le domande rivolte agli esponenti istituzionali: quali verifiche sarebbero state effettuate, quali controlli erano attivi e come sia stato possibile, secondo quanto denunciato da Curti, che un singolo imprenditore concentrasse centinaia di cantieri senza che emergessero dubbi sulla distribuzione delle commesse e sulla catena dei subappalti.

Il PD chiede che a questi interrogativi vengano date risposte documentate. Si tratta di contestazioni e domande politiche formulate dal deputato, mentre gli eventuali illeciti oggetto dell’inchiesta dovranno essere accertati nelle sedi giudiziarie competenti.

Ricostruzione post-sisma, la preoccupazione per le famiglie e i cantieri

Curti pone l’accento anche sulle conseguenze che la vicenda potrebbe avere sulle popolazioni terremotate. A dieci anni dal sisma, ricorda, molte famiglie attendono ancora di rientrare nelle proprie abitazioni e ulteriori rallentamenti rischierebbero di aggravare una situazione già difficile.

Per questo il deputato chiede che siano garantite la prosecuzione dei lavori e la tutela delle imprese estranee all’inchiesta, evitando che eventuali criticità amministrative o giudiziarie si traducano in nuovi ritardi per i cittadini.

Secondo Curti, la vicenda rischia di compromettere la fiducia nelle istituzioni e di ferire le comunità che hanno affrontato l’emergenza e il lungo percorso della ricostruzione. Il deputato invita quindi il Governo a indicare quali misure immediate intenda adottare per rafforzare i controlli e impedire che interessi criminali possano condizionare la gestione delle risorse pubbliche.

La richiesta a Giorgia Meloni: riferire sulle misure e sulle carenze dei controlli

La richiesta avanzata alla Camera da Curti, Manzi e dalle altre forze di opposizione punta dunque a portare il caso sul piano del confronto parlamentare. Il PD vuole che la presidente del Consiglio riferisca sulle misure che l’esecutivo intende assumere e sulle eventuali carenze emerse nei sistemi di vigilanza.

Al centro restano due questioni: fare piena luce sulle criticità sollevate dall’inchiesta e garantire che i cantieri della ricostruzione possano proseguire senza penalizzare le comunità terremotate e le imprese non coinvolte.

Per i promotori dell’iniziativa, la trasparenza istituzionale e il rafforzamento dei controlli sono condizioni essenziali per tutelare le risorse destinate alla rinascita dei territori colpiti dal sisma e ricostruire la fiducia dei cittadini.

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