Politica

mercoledì 22 luglio 2020

I sindacati delle Marche hanno detto che le risposte del ministro Azzolina sulla riapertura delle scuole sono "insufficienti e vaghe"

I sindacati delle Marche hanno detto che le risposte del ministro Azzolina sulla riapertura delle scuole sono "insufficienti e vaghe"

di Ufficio Stampa

Non potrà certo essere l’ acquisto dei banchi monoposto o la riduzione del tempo scuola o la didattica a distanza, che va considerata come didattica dell’emergenza, o la visita della Ministra la soluzione del problema dell’inizio dell’anno scolastico in sicurezza nelle Marche.

Purtroppo oggi poche sono le risposte ricevute durante l’incontro avuto con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, solo una possibile apertura circa le risorse che in settimana il governo dovrebbe stanziare per attivare l’organico d’emergenza,  che con insistenza è stato chiesto dai sindacati della scuola e da tutti i partecipanti all’incontro e l’invito al Direttore Regionale ad analizzare una per una e risolvere le situazioni complesse per numero di alunni presenti nella regione.

A 40 giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico infatti anche nella nostra regione  la situazione  è preoccupante. Allo stato attuale nonostante i reiterati incontri dei tavoli regionali, nonostante i ripetuti ed incalzanti monitoraggi richiesti alle Istituzione Scolastiche dalla Direzione Regionale, non è dato ancora sapere quante siano nel dettaglio le situazioni a rischio in ogni scuola, ossia quanti alunni troveranno posto in classe in sicurezza e quanti spazi aggiuntivi saranno necessari. Non risulta sia mai stata condivisa una mappatura dello stato degli edifici scolastici della regione e del reale fabbisogno aggiuntivo di organico docente ed Ata.

Eppure dall’analisi dei dati forniti nel mese di maggio dall’ufficio scolastico regionale emergono situazioni preoccupanti: 189 sezioni di scuola dell’infanzia dovranno accogliere in media dai 26 ai 30 alunni, 188 classi della scuola primaria e 123 della scuola secondaria di primo grado da 25 a 30 alunni, 658 classi della secondaria di secondo grado dai 25 ai 36 alunni, e in molte di queste realtà saranno presenti alunni diversamente abili

Sembra evidente che le risorse ordinarie attribuite per la copertura dei posti del personale non hanno evitato la formazione di classi sovraffollate, che ancor più oggi appaiono inadeguate per affrontare la ripresa dell’anno scolastico con l’emergenza sanitaria in atto.

Da mesi come OO.SS. ripetiamo che servono  risorse straordinarie per incrementare l’organico decente ed Ata in particolare sono necessari:

  • docenti per le scuole dell’infanzia per organizzare le attività per gruppi come previsto dalle linee guida;
  • docenti per la primaria a garanzia dell’offerta formativa e del tempo scuola richiesto dalle famiglie;
  • docenti per le secondarie di I e II grado assegnando ore aggiuntive di insegnamento anche trasformando le cattedre esterne in cattedre interne.

Un maggior numero di unità di personale Ata, in particolare collaboratori scolastici indispensabili per garantire ingressi/uscite, pulizia approfondita di aule e laboratori, distanziamento personale.

Chiediamo particolare considerazione per le zone della nostra regione colpite dal sisma del 2016, che vivono ancora in una situazione di forte precarietà anche scolastica.

Risulta inoltre impensabile, alle condizioni date da questa emergenza, gestire Istituti Scolastici in reggenza sia per quanto riguarda i Dirigenti Scolastici che per i Dsga.

Tema urgente e non di poco conto è il trasporto scolastico. Data la riduzione della capienza di trasporto dei bus, specie per gli studenti delle scuole superiori che ne lascerebbe a casa il 50%, le scuole saranno costrette a modificare l’organizzazione scolastica con un capovolgimento delle finalità: la scuola che si deve adattare ai trasporti e non i trasporti al servizio della scuola per garantirne l’offerta formativa.

Il DL 34/2020 ha prorogato al 20/9 il termine ultimo per le immissioni in ruolo e per gli utilizzi, ma la scuola inizia il 14/9 ora anche nelle Marche. La creazione di graduatorie provinciali per le supplenze è fortemente in ritardo per assicurare la presenza di tutti i docenti necessari il 1 settembre, e non garantirà la continuità didattica considerate le innumerevoli e incomprensibili modifiche delle tabelle di valutazione.

Come OO.SS. ribadiamo che la scuola deve riaprire a settembre in presenza per tutti, ma deve poterlo fare in sicurezza per gli alunni e per i lavoratori.

Troviamo proprio per questo sconcertante l’esclusione del personale docente di sostegno e/o educativo dal conteggio della superficie necessaria per l’avvio dell’a.s. 2020-21 in sicurezza ed in presenza, così come previsto dalla nota Usr 12661 del 08/07/2020.

La mancanza di linee guida chiare ed esaustive e di un efficace coordinamento territoriale sta scaricando tutte le responsabilità sulle autonomie scolastiche e sui dirigenti scolastici.

Se non si vuole mettere in ginocchio la scuola marchigiana impoverendola e dequalificandola basta chiacchiere e inutili passerelle servono fatti!!! E a meno di un mese dall’inizio della scuola, lo ribadiamo, il tempo è scaduto!!!

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