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martedì 13 gennaio 2026

Guardia medica a Moie, Ruggeri (M5S): «20mila cittadini senza un servizio essenziale»

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Guardia medica a Moie, Ruggeri (M5S): «20mila cittadini senza un servizio essenziale»

«Una risposta assolutamente insoddisfacente che non offre alcuna prospettiva concreta ai 20.000 cittadini della Vallesina privati di un servizio essenziale». 

Con queste parole la consigliera regionale Marta Ruggeri (Movimento 5 Stelle) commenta l’esito del confronto avvenuto oggi, 13 gennaio 2026, in Aula, a seguito della sua interrogazione sulla carenza della guardia medica nel distretto sanitario di Moie di Maiolati Spontini.

L’interrogazione, sottoscritta anche dai consiglieri di opposizione Seri, Mastrovincenzo, Caporossi e Nobili, nasce da un disservizio che si protrae dall’ottobre 2024, segnalato formalmente lo scorso novembre dopo l’allarme lanciato dal sindaco di Castelplanio. 

Il presidio sanitario di Moie rappresenta un punto di riferimento strategico per i comuni di Castelbellino, Castelplanio, Maiolati Spontini, Monteroberto, Montecarotto e Poggio San Marcello.

Nel corso del dibattito, la risposta dell’assessore regionale alla Sanità Filippo Calcinaro ha confermato, secondo Ruggeri, una situazione di sostanziale immobilismo. 

«Gli interpelli per il reperimento di personale cadono nel vuoto e la Regione si trova nella concreta impossibilità di attivare ordini di servizio», ha dichiarato la consigliera, parlando di una vera e propria ammissione di impotenza da parte della Giunta.

A destare maggiore preoccupazione, secondo l’esponente del M5S, è però l’impostazione strategica per il futuro della sanità territoriale. 

«Quando si parla di razionalizzazione e ottimizzazione dei servizi, il linguaggio burocratico nasconde una realtà molto più amara», afferma Ruggeri, che intravede il rischio di ulteriori chiusure dei presidi di prossimità e di una crescente centralizzazione del sistema sanitario pubblico.

Una scelta che, conclude la consigliera, rischia di avere effetti pesanti sui cittadini: «Scaricare le emergenze sui Pronto Soccorso già al collasso e costringere le persone a spostamenti chilometrici anche per necessità non differibili significa smantellare la medicina territoriale. La situazione di Moie non è un caso isolato, ma lo specchio di una gestione che sta indebolendo capillarmente i servizi sanitari regionali».

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