Politica
lunedì 21 settembre 2026
Gradara agli Stati Generali dei Borghi PNRR Cultura: 1,6 milioni di euro per il futuro del borgo
newsGradara ha partecipato agli Stati Generali dei Borghi PNRR Cultura, organizzati dal Ministero della Cultura e dall’Unità di Missione per l’attuazione del PNRR negli studi di Cinecittà dal 16 al 18 settembre 2026.
Le tre giornate sono state dedicate alla valutazione dei risultati dell’Investimento 2.1 “Attrattività dei Borghi” e alla definizione delle prospettive future delle politiche nazionali rivolte ai piccoli centri italiani.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, amministratori locali, tecnici e operatori del settore per analizzare i risultati raggiunti e affrontare le sfide legate alla continuità degli investimenti.
Tra i partecipanti alla prima giornata figuravano il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il presidente nazionale ANCI Gaetano Manfredi, Tommaso Foti, Gianmarco Mazzi e il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, insieme ai rappresentanti dell’Unità di Missione PNRR del Ministero della Cultura.
Al centro del confronto è stato posto il risultato raggiunto dai piccoli Comuni nell’attuazione di un programma caratterizzato da procedure complesse, scadenze stringenti e vincoli europei.
Il Ministero ha ricordato il raggiungimento e il superamento anticipato degli obiettivi previsti per la nona rata europea del PNRR Cultura e, per l’Investimento “Attrattività dei Borghi”, il conseguimento del Target M1C3-16bis, riconoscendo il contributo delle amministrazioni coinvolte.
Il sindaco Gasperi: «La dimensione di un Comune non ne determina la capacità»
Il sindaco di Gradara Filippo Gasperi ha sottolineato il valore del riconoscimento ricevuto dai piccoli Comuni, evidenziando il lavoro svolto da amministrazioni spesso dotate di strutture organizzative ridotte.
«È stato particolarmente significativo – sottolinea Gasperi – sentire il Ministero e le istituzioni riconoscere il lavoro straordinario svolto dai piccoli Comuni. Per anni abbiamo affrontato procedure, scadenze e responsabilità enormi, spesso con strutture amministrative molto ridotte. I risultati dimostrano che la dimensione di un Comune non ne determina la capacità di progettare e realizzare politiche complesse».
L’esperienza maturata attraverso l’attuazione dei progetti PNRR costituisce, secondo quanto emerso durante gli Stati Generali, un patrimonio di conoscenze e pratiche amministrative che può essere valorizzato anche oltre i singoli territori beneficiari.
Dal PNRR alla gestione futura: il confronto tra i Comuni
La seconda giornata è stata dedicata al confronto partecipativo tra i territori.
Attraverso 26 tavoli di lavoro, sindaci, amministratori e tecnici dei Comuni beneficiari hanno dialogato con rappresentanti delle istituzioni nazionali, del sistema delle imprese, della cooperazione e delle infrastrutture, con il supporto di facilitatori.
I lavori si sono concentrati su quattro aree tematiche: governance e gestione nel lungo periodo; attrattività, vivibilità, infrastrutture e transizione green; cultura, imprese e nuove economie locali; ruolo delle comunità nei processi di rigenerazione.
La questione centrale ha riguardato il futuro dei territori dopo il 2026: quali competenze, servizi, attività economiche, modelli di gestione e relazioni comunitarie dovranno rimanere nei borghi affinché gli investimenti realizzati possano produrre effetti duraturi.
«Non possiamo pensare di accompagnare i borghi per tre anni nella fase più complessa degli investimenti e lasciarli soli proprio adesso – prosegue Gasperi – quando comincia quella forse ancora più importante della gestione, della valorizzazione e della crescita di quanto realizzato. Il 2026 non deve rappresentare la fine della politica per i borghi, ma l’inizio di una nuova fase».
Nella terza giornata, i coordinatori hanno presentato alle istituzioni gli esiti dei tavoli di lavoro attraverso un documento condiviso, costruito a partire dalle esperienze e dalle proposte degli amministratori e dei tecnici impegnati nell’attuazione degli interventi.
Tra le indicazioni emerse figurano la semplificazione amministrativa e contabile, la continuità degli investimenti e la valorizzazione delle competenze professionali sviluppate durante il percorso.
Le professionalità maturate nell’ambito della progettazione europea, dei partenariati, degli appalti, della rendicontazione e della programmazione culturale rappresentano un capitale umano da mantenere a servizio dei territori.
Gli esiti dei tavoli saranno successivamente sistematizzati nel documento conclusivo degli Stati Generali.
Gradara, un progetto da 1,6 milioni di euro nato prima del bando
Per il Comune di Gradara, la partecipazione all’iniziativa ha assunto un significato particolare grazie al progetto “Rigenerazione e rifunzionalizzazione del borgo di Gradara per un rinascimento dell’artigianato storico e artistico”, finanziato con 1,6 milioni di euro nell’ambito dell’Investimento 2.1 “Attrattività dei Borghi”.
Il progetto è articolato in sette linee di azione e quattordici interventi coordinati.
La candidatura è stata costruita a partire da idee e percorsi già sviluppati dall’amministrazione comunale nel corso degli anni, anziché attraverso la creazione di iniziative esclusivamente finalizzate alla partecipazione al bando.
Il PNRR ha rappresentato l’opportunità per mettere a sistema progetti, esperienze e nuove proposte, anche attraverso il coinvolgimento della comunità locale.
Il Comune ha attivato due momenti di coprogettazione, con la partecipazione di cittadini, associazioni e operatori, per raccogliere esigenze e contributi alla definizione degli interventi.
La relazione conclusiva del progetto colloca l’iniziativa all’interno di un percorso di medio periodo, orientato a rafforzare Gradara come luogo di produzione culturale, oltre che come destinazione turistico-monumentale.
«Non abbiamo aperto un foglio bianco quando è uscito il bando – spiega Gasperi –. Molte erano idee che avevamo già nel cassetto, altre derivavano da anni di esperienza nella gestione culturale del borgo, altre ancora sono nate ascoltando associazioni, operatori e cittadini. Il PNRR ci ha dato l’opportunità straordinaria di accelerare questi processi e di collegarli all’interno di una visione unitaria».
Il supporto tecnico alla progettazione e il ruolo di Gradara Innova
La candidatura di Gradara ha beneficiato del supporto tecnico alla progettazione assicurato da Massimiliano Gatto di Bebop e Gabriele Lena, che hanno affiancato l’amministrazione comunale nella trasformazione delle idee esistenti in un progetto unitario, coerente con gli obiettivi dell’avviso pubblico.
Il lavoro ha riguardato non soltanto la predisposizione della candidatura, ma anche il collegamento tra progettualità, competenze, soggetti e obiettivi differenti, contribuendo alla costruzione dell’architettura complessiva del progetto presentato alla Linea B.
«Disporre di buone idee non è sufficiente – sottolinea Gasperi –: occorre riuscire a trasformarle in una strategia leggibile, sostenibile e coerente. Il lavoro svolto con Massimiliano Gatto e Gabriele Lena è stato fondamentale per mettere ordine a un patrimonio di esperienze e progetti già presente a Gradara e tradurlo nel linguaggio e nella struttura richiesti da una candidatura estremamente complessa».
Un ruolo rilevante nel percorso è stato svolto da Gradara Innova, società partecipata del Comune attiva nella gestione museale, nella didattica e nella produzione culturale.
La società ha contribuito a mantenere all’interno del sistema pubblico locale una parte della regia progettuale, sostenendo lo sviluppo di competenze organizzative e professionali destinate a rimanere sul territorio.
Il progetto ha inoltre previsto partenariati speciali pubblico-privati, con l’obiettivo di affrontare già durante la realizzazione degli interventi le questioni relative alla gestione futura degli spazi, delle funzioni culturali e della sostenibilità economica.
Il presidente di Gradara Innova, Federico Mammarella, ha evidenziato il valore delle competenze costruite e consolidate durante l’attuazione del progetto, indicando nella continuità delle attività avviate una delle principali sfide della fase successiva al PNRR.
Una rete scientifica internazionale per la valorizzazione culturale
Tra le eredità del progetto di Gradara figura anche una rete scientifica internazionale che coinvolge le Università di Urbino Carlo Bo, Ca’ Foscari Venezia, Innsbruck ed Edimburgo, il Conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza, la Direzione Regionale Musei Marche e altri partner.
La rete interdisciplinare mette in relazione ricerca storica, archeologia sperimentale, archeometallurgia, musica antica, public history, gaming e valorizzazione museale.
Il Comitato Scientifico, coordinato dal professor Daniele Sacco, ha svolto un ruolo di riferimento nell’impostazione del progetto, promuovendo un approccio fondato sulla ricerca, sulla verifica delle fonti e sul confronto tra competenze differenti.
Secondo Sacco, uno degli aspetti centrali dell’esperienza è stato il passaggio della ricerca da attività preliminare a componente permanente della progettazione culturale.
Le università hanno collaborato con l’amministrazione, gli artigiani e gli operatori culturali, contribuendo alla realizzazione di ricostruzioni, allestimenti, strumenti didattici e nuove forme di divulgazione.
La collaborazione tra soggetti accademici, amministrazione e operatori del territorio ha così contribuito alla costruzione di un patrimonio di relazioni e conoscenze destinato a sostenere ulteriori attività di ricerca e progettazione culturale anche oltre il periodo di attuazione del PNRR.
Comunità e imprese al centro della rigenerazione di Gradara
Il coinvolgimento della comunità locale ha accompagnato il progetto fin dalle prime fasi, attraverso i momenti di coprogettazione dedicati alla raccolta di proposte, esigenze e possibilità di utilizzo degli spazi e delle attività.
La rigenerazione del borgo è stata impostata come un processo che coinvolge non soltanto l’amministrazione pubblica, ma anche le persone che vivono il territorio, le associazioni e gli operatori economici.
Nell’ambito della misura dedicata alle imprese, quindici soggetti del territorio hanno partecipato al progetto, contribuendo all’obiettivo di affiancare agli investimenti pubblici l’iniziativa privata.
Il modello si fonda sulla collaborazione tra pubblico e privato e sulla costruzione di opportunità di sviluppo condivise.
Il ringraziamento del sindaco alla macchina comunale
Nel corso delle dichiarazioni conclusive, il sindaco Filippo Gasperi ha rivolto un ringraziamento ai RUP dei quattordici interventi e ai dipendenti comunali che hanno gestito procedure amministrative complesse, rispettando le tempistiche previste dal programma.
Il riconoscimento è stato esteso a Gradara Innova, al presidente Federico Mammarella, al professor Daniele Sacco e al Comitato Scientifico, ai consulenti Massimiliano Gatto e Gabriele Lena, ai partner istituzionali e universitari, alle imprese, alle associazioni e a tutti i soggetti coinvolti.
«Se dovessi indicare oggi il risultato più importante – conclude Gasperi – direi che non sono soltanto le opere realizzate. Sono le competenze che abbiamo acquisito, le persone che sono cresciute, le relazioni che abbiamo costruito e la capacità di lavorare insieme che Gradara possiede oggi più di prima. Il PNRR è stato un investimento straordinario: il nostro compito adesso è trasformarlo in una capacità ordinaria e permanente di produrre cultura, sviluppo e nuove opportunità per il territorio».