Politica
giovedì 01 ottobre 2026
Fondazione Pescheria, Redaelli: «La cultura a Pesaro deve rimanere pubblica e plurale»
newsIl consigliere comunale di Fratelli d’Italia Michele Redaelli interviene sul ruolo della Fondazione Pescheria nella gestione delle attività culturali del Comune di Pesaro. Al centro della posizione espressa dal consigliere c’è la scelta dell’amministrazione comunale di affidare alla fondazione un numero maggiore di tematiche legate al settore della cultura.
Secondo Redaelli, l'ampliamento delle competenze rappresenterebbe un elemento di preoccupazione perché, a suo giudizio, comporterebbe l'affidamento di una parte sempre più ampia del comparto culturale a una società partecipata dall’amministrazione. Il consigliere sostiene invece che la cultura debba rimanere pubblica, plurale e aperta a più voci.
Nel suo intervento, Redaelli pone inoltre l'accento sulle modalità di controllo delle attività e delle risorse. Secondo quanto affermato dal consigliere, il Consiglio Comunale di Pesaro rischierebbe di avere una visibilità limitata sui progetti culturali e sull'utilizzo delle risorse, potendo verificare direttamente soprattutto i trasferimenti dal bilancio comunale alla Fondazione.
Un ulteriore tema sollevato riguarda l’accesso agli atti. Redaelli afferma che, in precedenti occasioni, la Fondazione Pescheria avrebbe negato ai consiglieri comunali l'accesso a documenti e informazioni relativi alle attività svolte, alle determinazioni e alla movimentazione delle risorse. Si tratta di una contestazione espressa dal consigliere nel corso del suo intervento e non di un accertamento indipendente riportato nel testo fornito.
Redaelli chiede infine quali siano i risultati ottenuti dalla Fondazione Pescheria negli ultimi anni tali da giustificare l'eventuale ampliamento delle responsabilità nel settore culturale. Nella sua valutazione, il principale problema sarebbe rappresentato proprio dalla trasparenza e dal rapporto tra la gestione della cultura e il controllo esercitato dal Consiglio Comunale.
La posizione espressa dal consigliere si conclude con la richiesta che la cultura rimanga pubblica, plurale e accessibile a tutti, evitando, secondo la sua impostazione, una gestione concentrata esclusivamente all'interno della Fondazione Pescheria.