Politica
giovedì 20 agosto 2026
Femminicidi, Matteo Ricci: «Sei donne uccise in sei giorni, dal Governo silenzio»
newsSei donne uccise in sei giorni, da Ferragosto a oggi. È il dato richiamato da Matteo Ricci, europarlamentare del Partito Democratico, in un intervento dedicato alla violenza contro le donne e alle risposte istituzionali al fenomeno. Secondo Ricci, le vittime sarebbero state uccise da mariti, compagni o ex compagni.
L’europarlamentare critica quella che definisce l’assenza di una risposta da parte del Governo e contesta inoltre le posizioni di una parte della destra, citando in particolare l’area politica guidata da Roberto Vannacci, accusata di mettere in discussione l’esistenza stessa del femminicidio come fenomeno specifico.
«Nel Paese in cui si continua a morire così, mettere in discussione perfino il nome di quello che accade è vergognoso», afferma Ricci, secondo cui negare la specificità del femminicidio rappresenterebbe una posizione riconducibile alla cultura patriarcale che, a suo giudizio, contribuisce a produrre questi delitti.
Ricci esprime quindi solidarietà alle famiglie delle vittime e sostiene che l’inasprimento delle pene, da solo, non sia sufficiente a prevenire gli omicidi. Il punto centrale, secondo l’europarlamentare, riguarda soprattutto la capacità delle istituzioni di valutare il rischio e garantire protezione alle donne che denunciano.
«Se una donna che denuncia muore comunque», sostiene Ricci, «il problema non è la severità della norma ma la valutazione del rischio e la protezione che non arriva». Da qui la richiesta di interventi strutturali: maggiori investimenti nei centri antiviolenza, formazione obbligatoria per chi raccoglie le denunce e strumenti concreti per valutare il livello di pericolo.
Tra le proposte indicate dall’europarlamentare figura inoltre l’educazione affettiva nelle scuole, considerata un ulteriore strumento di prevenzione e di contrasto alla violenza di genere.
L’intervento si conclude con una nuova critica al Governo. Per Ricci, di fronte alle sei donne uccise in sei giorni, il silenzio delle istituzioni rappresenterebbe la peggiore tra le possibili risposte politiche. L’europarlamentare chiede quindi che alla discussione sulla violenza contro le donne seguano misure concrete di prevenzione, protezione e formazione.