Politica
martedì 06 ottobre 2026
Fano: Teatro della Fortuna, Corte e Rocca Malatestiana in un unico progetto culturale
newsTeatro della Fortuna, Corte Malatestiana e Rocca Malatestiana entrano in un unico progetto di gestione e programmazione culturale.
La scelta dell’Amministrazione comunale prevede il passaggio della gestione della Rocca alla Fondazione Teatro della Fortuna, con l’obiettivo di coordinare le proposte, valorizzare le caratteristiche dei tre luoghi e raggiungere pubblici differenti.
Il nuovo modello avrà una durata quinquennale e consentirà, secondo quanto illustrato dal Comune, un risparmio di 40mila euro all’anno per le casse comunali.
La presentazione del progetto è stata anche l’occasione per il presidente della Fondazione, Stefano Mirisola, di annunciare i risultati della gestione.
Gli abbonati alla stagione di prosa 2026-2027 sono 1.523, con un incremento di 207 rispetto alla stagione precedente.
I risultati economici indicano inoltre un utile di 77mila euro per il Teatro della Fortuna e di 10mila euro per la stagione alla Corte Malatestiana.
Il progetto è stato presentato insieme agli indirizzi culturali e organizzativi della nuova gestione.
Alla conferenza stampa erano presenti, tra gli altri, anche Claudio Giardini e Michele Brocchini, componenti del consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro della Fortuna.
«La cultura è centrale nella nostra idea di sviluppo della città», afferma il sindaco Luca Serfilippi, spiegando che il nuovo modello punta a superare le programmazioni separate dei tre luoghi.
L’obiettivo è costruire un cartellone unico, capace di rafforzare l’offerta culturale, coinvolgere i cittadini di Fano e attrarre visitatori, contribuendo anche alle attività del centro storico.
L’Amministrazione manterrà un ruolo di indirizzo, con l’Assessorato alla Cultura chiamato a svolgere una funzione di coordinamento.
Il presidente Stefano Mirisola evidenzia la crescita delle presenze al Teatro e alla Corte e il risultato ottenuto con il passaggio a quattro giornate di replica per la stagione di prosa.
La Fondazione accoglie quindi la gestione della Rocca con l’obiettivo di applicare lo stesso modello organizzativo, basato sull’attenzione alle risorse e alla qualità delle proposte.
La volontà è fare della Rocca un luogo vivo durante tutto l’anno, aperto a nuovi linguaggi e a un pubblico più giovane, mantenendo il legame con la storia del luogo.
L’assessore alla Cultura Lucia Tarsi definisce l’operazione un vero cambio di paradigma nella proposta culturale della città.
Nel periodo estivo, Rocca e Corte potranno diventare due palcoscenici complementari, con programmi integrati rivolti a pubblici differenti.
La Corte Malatestiana manterrà una vocazione legata a lirica, musica sinfonica e prosa, mentre la Rocca Malatestiana potrà sviluppare una proposta più contemporanea, con musica pop, incontri dedicati alla psicologia, alla scienza e alla filosofia e spazio per giovani artisti e performer.
Il modello integrato consentirà inoltre di condividere professionalità, servizi tecnici, strutture amministrative e comunicazione.
Le economie derivanti dal nuovo assetto porteranno, dal 2027, il contributo comunale per le attività culturali della Rocca a 15mila euro annui, rispetto ai 55mila euro previsti dal modello precedente.
Sono previste inoltre verifiche annuali sui risultati culturali e sulla sostenibilità economica del progetto.
La collaborazione tra Fondazione Teatro della Fortuna e Assessorato alla Cultura sarà centrale nella progettazione artistica e nel monitoraggio economico.
In questo quadro, il nuovo statuto della Fondazione, modificato nei mesi scorsi e recentemente approvato dalla Prefettura, rafforza la sinergia tra i due soggetti.
A sostenere il progetto è anche il presidente della Fondazione Carifano, Giorgio Gragnola, secondo cui mettere in rete istituzioni e luoghi della cultura significa creare nuove opportunità per la comunità.
Dopo il sostegno al salvataggio del Teatro della Fortuna, la Fondazione Carifano guarda quindi con favore a un progetto che punta a valorizzare il patrimonio culturale di Fano e ad ampliare gli spazi di partecipazione, soprattutto per le giovani generazioni.